Un film uscito nel 2008 dai toni favoleschi e completo di
morale esopiana al termine.
Inizialmente son rimasta folgorata dalla
fotografia: i toni spiccanti delle colorazioni e le riprese ricercate
rappresentano un quadro armonioso e coinvolgente. Tutto ciò supportato da una
lieve ma intensa colonna sonora che fa
da calda coperta invernale e piacevole vento primaverile alla voce narrante
soave. Infatti parecchia magia del film
è racchiusa nella voce della protagonista di cui non sappiamo niente (tranne
il nome che ci viene suggerito dal padre e la sua passione per le volpi). Una
storia semplice e pura ma al contempo carismatica e saporita.
Avevo già udito/letto il nome Luc Jacquet e dopo
una breve ricerca ho scoperto che si trattava dello stesso regista de La marcia dei pinguini. Un altro capolavoro che mi ha fatto frignare come una poppante.
Luc ha un enorme rispetto per la natura. Durante alcune spedizioni nell'antartico (effettuate durante la sua formazione scientifica) affiancando come cameraman un regista svizzero, H.U. Schlumpf, scopre la passione per le immagini. In seguito realizzerà il suo primo lungometraggio, cui storia è proprio quella dei famosi e acclamati pinguini imperatore. A seguito reclamerà l'attenzione con La volpe e la bambina.
Sicuramente seguirò con maggior attenzione i lavori futuri di questo artista!
Come al solito trattandosi di natura mi sono commossa piacevolmente. Non comprendo appieno il motivo ma personalmente i miei rubinetti si azionano soltanto quando osservo la flora o la fauna.

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