Non so se vi è mai
capitata una cosa del genere: quando un avvenimento o un oggetto modifica la vostra
esistenza e da allora saprete che ogni vostra azione verrà diretta da un pensiero
unico, la realizzazione. Sì, perché questo film mi ha fatto capire ciò che
desideravo da me stessa e dal mondo.
Io sono un’appassionata
di horror fin dalla nascita (ormai in ogni mio video o blog lo dico, sto
diventando troppo ripetitiva!). Per farvi capire: a 4 anni guardavo giocare mio
padre a Resident Evil sulla Sega Saturn.
Eravamo una squadra: lui manovrava il
gioco stando sulla sedia di fronte al televisore, mia sorella con il block
notes in mano appuntava ogni azione intrapresa dal personaggio ed io accanto a
lei seduta sul divanone mi gustavo ogni svolta. Era troppo emozionante! Infatti,
abbiamo proseguito assieme anche con il
secondo capitolo sulla PS1 e in seguito da sola ho concluso il terzo su PC.
Purtroppo non ho potuto armeggiare con le altre PlayStation altrimenti li avrei
posseduti TUTTI!!
Questo era un piccolo
esempio per farvi capire all’incirca le mie origini da fan dell’orrore.

Di nascosto, sempre al
periodo del primo RE, io e mia sorella durante le notti settimanali accendevamo
la tv e ci sintonizzavamo sul canale MusicTelevision, la più conosciuta MTV. Che
io ricordi vedevamo più frequentemente Anime come Ranma, lo show splatter di
plastilina Celebrity Deathmatch e lo scorrettissimo cartone Beavis and Butt-Head.
Potete ben intuire perché facessimo tutto ciò di nascosto! Eravamo piccine (lei
è di quattro anni maggiore però comunque rimanevamo piccole) e mia mamma non
gradiva il fatto che le sue donnine di casa assistessero a determinate scene
violente o diseducative (in effetti non gradiva neppure che giocassimo ad
uccidere gli zombie).
Però mi manca la MTV di
un tempo’, l’MTV che ha cresciuto generazioni; ora è come fosse morta. Ancora ancora quando frequentavo le medie (all'incirca fino al 2008) qualcosina si poteva ancora sgranocchiare di quel
canale. Ad esempio, io rimasi folgorata dall’Anime Nana (di cui devo conoscere
la conclusione e perciò mi “toccherà” comprare i fumetti perché la creatrice se
n’è andata in pensione -.- ) e il cartone animato degli animaletti che morivano
con acrobazie sanguinolente Happy Tree Friends ma prima di tutto ciò la serie
famosissima Buffy – l’ammazzavampiri. Si può dire che al seguito non ci fu più
nulla di interessante. Adesso, non so se sia una fortuna o sfortuna, il
digitale terrestre non prende la ricezione e quindi non esiste a casa mia, però
anche se ci fosse stato non avrei saputo scegliere cosa guardare perché ormai è
divenuto un canale per ragazzini (o meglio ragazzine) non come una volta che l’intrattenimento
era indirizzato agli adulti. So che è un po’ un controsenso perché noi lo
seguivamo da bambine però aveva un’atmosfera più aggressiva e trasgressiva che
attraeva. Era assai più divertente.
Ovviamente durante l’adolescenza,
seguendo le tracce di mia madre (sì, colei che non voleva che guardassimo pelli
squarciate, fantasmi e mostri), rimanevo sveglia anche di notte per vedere quei
film vietati ai minori. Così mi sono appassionata lentamente alla cinematografia
horror.
Ho sempre visionato vari
film, son cresciuta con le videocassette registrate (insegnare ad una fanciulla
a piratare dai cartoni della Disney! E poi si stupiscono di tutti i film che possiedo…
shhhh!). Non eravamo la classica famiglia che se ne andava in giro spesso,
quindi stavamo a casa ad intrattenerci con essi. Certo, non passavamo la nostra
esistenza a poltrire! Per qualche annetto nelle afose estati abbiamo visitato
tutta la Puglia e un po’ di Calabria, inoltre avendo parenti in Sicilia avevamo
la fortuna di essere ospitati là. In aggiunta avendo avuto per quattro anni un
cane, possedendo un cortile ampio riducevamo al minimo le uscite ma cercavamo
lo stesso di portarla a sgranchire le zampe in alcune domeniche. Insomma, non
eravamo tipi da ristorante o centro commerciale ma ci piaceva stare a contatto
con la natura, nelle giornate dell’ozio (quelle giornate in cui non sai cosa
fare perché tutto sembra troppo faticoso) ci spaparanzavamo sui letti o divani
ed ammiravamo la settima arte attraverso lo schermo.
Ciò è accaduto con
tranquillità fino al divorzio dei miei. Non mi addentrerò nell’argomento perché
non è di importanza fondamentale. Al primo capodanno dalla separazione io e mia
mamma avevamo deciso di strafogarci di schifezze salate e dolciastre riesumando
delle perle della storia del cinema horror. Non frequentando più mio padre e il
fatto che mia sorella festeggiasse con gli amici mi ero spinta a rimanere
assieme a mia mamma. Fino ad allora avevo considerato l’espressione “film
horror” come due pure orette di scene insanguinate senza scopo, era un semplice
hobby poco approfondito nella mia vita, persistevo nel stargli dietro solo per
distrarmi. Da quel capodanno la mia concezione cambiò! Decisi che volevo
saperne di più, volevo conoscerne ogni aspetto e sottogenere, volevo capire perché
il terrore mi attraesse in quel modo. Sotto il consiglio di mia madre andammo a
noleggiare in biblioteca alcuni film come The cube, The village, Profondo rosso
e altri film di Argento, forse anche qualche film di Stephen King, Shining e
uno o due film di serie B. Da lì in poi gli appuntamenti con le schifezze e i
film horror si prolungarono fino a stabilire la Domenica dell’orrore. Ogni domenica,
aiutate anche dall’installazione di Internet a casa mia (e già ho avuto la rete
solo in prima superiore!), esorcizzavamo i nostri timori attraverso i
lungometraggi storici che ho imparato a recuperare attraverso metodi poco
legali. Di pirateria parlerò in un altro post credo. Adesso non è il momento adatto.
Nonostante le molteplici
maratone io non sono ancora diventata un’esperta del settore e ne sono felice. Quando
lo diventerò significherà che la mia vita non avrà più un senso per proseguire.
Oltretutto per staccare
dal filone del genere rosso abbiamo iniziato a setacciare altri generi più
leggeri, cominciando dal thriller fino alla commedia. Ora come ora devo
ammettere che alla pari dell’horror potrei accostare quei film complicati per i
quali dopo la visione è necessaria una riflessione e una ricerca (un po’ come
quelli di Lars Von Trier, per citarne uno).
Mi distaccai un po’ da
questa mia passione durante le superiori. Avevo parecchi problemi, ero la
classica adolescente “ribelle” che odiava la scuola e a causa di ciò il mio
rapporto con mia madre si era danneggiato (tranquilli, ora è tutto a posto :P ).
Alle superiori capii che la mia VERA vocazione fosse la scrittura perché attraverso
essa potevo esprimermi al meglio. Cambiai due scuole, senza farmi bocciare, non
sono mai stata stupida semmai testarda e impulsiva a volte.
Trovai la pace in un
altro istituto in cui presi un attestato in terza superiore. Proseguii un po’
condizionata al quarto anno. Un errore fatale che se non avessi commesso non
avrei posseduto ciò che ora so. Dico così perché non l’ho portato a termine, non
era ciò che desideravo dal mio futuro. Proseguiamo.
Ricordo il 2012 come l’anno
della rivelazione. Stavo lavorando nei panni di stagista in un negozietto di
streetwear, i quali proprietari erano due membri di una band newmetal famosa
nella mia città e di cui ero stata fan sfegatata alle medie. Già di per sé potete
capire perché apprezzi così tanto quell’anno! Nonostante non li ascoltassi più
(anche se tutt’ora mi piace risentire qualcosuccia in memoria dei ricordi) era
comunque un avvenimento importante per me, perché li potevo conoscere dal vivo
e farci amicizia. Poi si scoprirà che il cantante del negozio diverrà il mio
insegnante di canto migliorando la mia sicurezza :P
Stavo lavorando nel loro
negozio quando al termine dell’orario, salutando, uscii e mi avviai verso casa.
Immediatamente ricevetti una chiamata da un’amica. Mi conferì che il nostro
gruppo di 4 gatti aveva deciso di andare al cinema a vedere Dark Shadows. Non mi
emozionava particolarmente vederlo tuttavia era stata una bella giornata quindi
accettai. Appena arrivata a casa avvisai mia mamma dell’uscita e che non avrei
di conseguenza cenato. Presto mi passarono a prendere e in super ritardo
giungemmo al multisala. Lì avvenne il colpo di fortuna più grande che potessi
avere nella mia vita. Il film era già iniziato e la cassiera non ci permise di
entrare in sala quindi ci ritrovammo costretti a cambiare la nostra scelta. Non
c’era granchè in lista ma osservando un titolo ricordai un Backstage visto su Coming Soon che mi
aveva messo alquanta curiosità.
Ne informai la mia Compagna di film (un’amica
che conosco dalle medie e che come me è una cinefila accanita) e confermammo
con gli altri. Comprammo i biglietti al prezzo pieno di 8€ per Quella casa nel
bosco. I soldi meglio spesi di tutta l’esistenza.

Già dalla comparsa sullo
schermo gigante del titolo pensai che fosse la solita spiattellata in primo
piano dei mostri per far urlare le ragazzine ignoranti. Fino a metà lunghezza
lo osservai e lo scrutai con occhio selettivo… fino al capovolgimento dei
fatti. Dai clichè banali che hanno costituito il perno dell’officina del
terrore all’innovazione più sensazionale. Non so bene come esprimermi quando parlo
di questo capolavoro perché ogni singolo attimo in cui rimembro le emozioni
avute mi trascina in un vortice di euforia. Ho atteso quel momento per anni, ho
atteso che un nuovo film mi riscaldasse cuore, vene e mi iniettasse un’adrenalina
dimenticata! Dalla metà successiva del film capii che nulla in me sarebbe
stato più lo stesso. Ogni due secondi mi voltavo verso la Compagna di film e le
sussurravo: “è fantastico”, “non ci credo”, “no” :o
Ero incantata da ciò che
vedevo. Ho amato, ammirato, osannato Drew Goddard..
Per la prima volta nella
mia vita mi sentivo esplodere, avrei voluto urlare a tutti la magnificenza di
cui ero venuta a conoscenza. All’uscita delle sale, all’esterno del cinema sia
io che la Compagna di film eravamo rimaste allibite ma ciò non ci privava di
esortare quello cui eravamo state testimoni.
Successivamente acquistai
in lingua originale un libro contenente l’intervista al regista e allo
sceneggiatore, la sceneggiatura, varie curiosità, bozzetti, scene del set e
backstage, intervista al cast, e altro.. Cabin In The Woods - The Official Visual Companion (Titan Books)
Se interessati potete acquistarlo su questo sito molto affidabile
Drew Goddard è un uomo
che viaggiando, spinto dal suo desiderio di esporsi e inserirsi nel campo della
sua passione, ha potuto conoscere e affiancare Joss Whedon, un fanatico del
terrore. Hanno stretto amicizia ed hanno collaborato parecchio diventando
fratelli. Se siete loro seguaci vi consiglio l’acquisto di questo libro perché vi
farà conoscere e capire l’aspetto interiore di questi due personaggi.
Drew Goddard ha però
ammesso di essere stato pressato dal suo amico a dirigere il film. L’idea di
fare un film assieme era nata da Joss e assieme hanno concretizzato la
sceneggiatura. Nello scrivere le battute si sono piazzati in una casetta
isolata, a due piani. Proprio come la struttura del lungometraggio, Drew è
rimasto sopra a descrivere l’ambiente superiore cioè dei ragazzi, Joss invece
al piano terra ha descritto il sotterraneo laboratorio. Infine si son ritrovati
ed hanno mischiato le carte. La decisione di prendere le redini del gioco è
stata posta su un tavolo, Whedon era già ingarbugliato con altri progetti
quindi ha lasciato che fosse il suo amico a realizzarlo anche se per tutto il
tempo gli è stato affianco.
Questo film rappresenta
un po’ la loro conoscenza, come si sono incontrati e conosciuti, rappresenta la
loro unione fraterna e racchiude un po’ l’essenza dei loro vari lavori
individuali e collettivi. Oltre a varie metafore e rappresentazioni della
storia del cinema horror.
Drew ha ammesso di
essersi divertito parecchio ma di preferire la scrittura e stesura di un film
alla sua realizzazione. Si è messo in gioco e il risultato è stato positivo ma
nonostante ciò non penso che ritroveremo al cinema un nuovo film diretto da
lui.
Grazie a lui ho voluto
cimentarmi nella realizzazione di un cortometraggio per un concorso non andato
a lieto fine (per ovvi motivi). Grazie a lui ho capito che la mia VERA vocazione rimaneva la
scrittura. Mi ha spinta a persistere in un momento in cui stavo perdendo le
speranze.
Ho capito che nelle mie scritture volevo prendere qualcosa di passato, superato o conosciuto e rinnovarlo con una rivoluzione della storia o del personaggio. Volevo reinventare la storia di un mito, volevo, anzi voglio raccogliere le avventure classiche e modificarle dandogli nuova vita. Ho cercato di fare ciò nel romanzo che ho concluso nel 2013.
Bhè, è sicuramente una
perla. Ed è sicuramente una perla che alcuni hanno rifiutato di toccare perché costruita dagli scarti un’ostrica in mezzo a tante superflue cozze.
Vi consiglio di guardarlo, gustarvelo senza aver prima visto o letto recensioni perchè è impossibile descrivere il film e giudicarlo senza mostrare spoiler. Penso che per apprezzarlo non ci sia bisogno di essere degli appassionati del genere (anche se aiuta a riconoscere le citazioni) perchè è talmente movimentato che ruba l'attenzione a priori.
Non ho voluto scrivervi
la trama perché sarebbe stato uno spreco di spazio. Potete trovarla
ovunque. Non ho voluto scrivervi una
recensione perché fin troppa gente l’ha voluto criticare. Ho voluto
trasmettervi un pezzo di me e farvi capire o almeno tentare di farvi capire
cosa rappresenti per me tale film.
Drew Goddard Filmografia:
Ha prodotto Lost, Alias.
Ha diretto Quella Casa nel Bosco.
Ha scritto World War Z, Quella Casa nel Bosco, Lost, Cloverfield, Alias, Angel, Buffy - l'ammazzavampiri, Robopocalypse.
Joss Whedon Filmografia:
Ha prodotto Agents of S.H.I.E.L.D., Molto Rumore Per Nulla, Quella Casa nel Bosco, Dollhouse, Angel, Firefly, Buffy - l'ammazzavampiri.
Ha diretto Agents of S.H.I.E.L.D., Molto Rumore Per Nulla, The Avengers, scena post credit Thor, Dollhouse, Serenity, Angel, Buffy - l'ammazzavampiri, Firefly.
Ha scritto Agents of S.H.I.E.L.D., Molto Rumore Per Nulla, The Avengers, Quella Casa nel Bosco, Dollhouse, Serenity, Angel, Buffy - l'ammazzavampiri, Toy Story - il mondo dei giocattoli.
Vi lascio il link al gruppo di Facebook sul cinema di cui sono amministratrice dove ogni tanto commento qualche film:
Il Cinema Nelle VeneUn bacione da LaRaccontastorie










Nessun commento:
Posta un commento