Devo dire che prima di realizzare questo post mi sono fatta un paio di domande:
Perchè scrivere di qualcosa che profondamente non sopporto? Cosa potrei mai dire che non è già stato detto?
Poi riflettendoci mi son ripetuta fra me e me che la scrittura in ogni ambito non deve avere obbligatoriamente una motivazione per essere attuata, deve solo essere scritta.
Perciò con questa perla di saggezza affatto saggia io mi propino di pigiar tasti sulla tastiera.
Fin da piccola ho amato alla follia i vampiri: seducenti, ammalianti, estremamente crudeli e superficiali, privi di obiezioni e perciò vivi per se stessi! No, in realtà li ho amati a causa di Spike. Quel biondino platinato ironico che perseguitava come uno stolker Buffy - L'ammazzavampiri. E tutt'ora con la brizzolatura e le rughe fa sognare le fanatiche della serie come lo son stata io. Dopo di lui ho amato il fascino dell'imponenza di Dracula in qualche film di cui ora non ricordo il titolo (ce ne sono stati così tanti che mi giustificherete, prometto di farmi una maratona e ricordare sia il nome dell'attore che il titolo del film). In seguito giunse Nosferatu: l'orrendo mostro, demone, non morto che pretendeva la vita di chiunque incrociasse o non incrociasse il suo castello. Il Nosferatu - il vampiro, non citato, originale nel suo silenzio di lungometraggio muto di Friedrich Willhelm Murnau e il Nosferatu - principe della notte di Werner Herzognella sua versione in bianco e nero o colorata narrata.
E poi giunse Il diario del vampiro inutilmente trasformato al plurale nella serie televisiva (o meglio tradotto nel libro italiano al singolare e riportato nella lingua e trascrizione originale inglese nella serie).
Ora, voi mi chiederete il motivo per il mio volermi ferire volontariamente. Eh, mi piacerebbe rispondervi intelligentemente ma in questo istante mi sento un'idiota pura. Dovete solo sapere che a me piace far oltrepassare le mode e poi gustarmele. Belle o brutte che siano. Giusto per assaporarle e giudicarle.
L'anno scorso è uscita una collana di libri della Newton Compton Editore a 99 cent detta LIVE. Ho assolutamente preteso di possedere tutti i libri ignorando il loro contenuto. Lessi per primo il capolavoro Shakespeariano Amleto di cui mi innamorai pazzamente nonostante conoscessi già la trama. Non ci posso fare niente, se fossi nata nella sua epoca io e quel bel frontone calvo di nome William saremmo stati amanti!
Seguitai con Il sogno e la sua interpretazione di Freud (mi ha sempre ipnotizzata la psicologia anche se ammetto essere un pochino, leggermente, malato lo scrittore in questione per ovvi motivi sessuali). E successivamente per curiosità (sia tu dannata!) visto che stavo già guardando la serie di The vampire diaries ho pensato essere opportuno conoscerne la scrittura originale.
Perchè?!
Rimasi delusa ovviamente. La scrittura appariva simile a quella di una bimba delle elementari ed addirittura peggiore della mia al primissimo romanzo incompleto (che voi non leggerete mai.. muahahaha!).
Capisco e comprendo che l'indirizzo della storia sia propinato ad adolescenti con ormoni a mille e priorità stupide però non giustifica la cattiva mano della scrittrice. Soprattutto se codesto libro ha venduto milioni di copie! Esiste ancora gente che critica Twilight, la sua stesura in quanto regole stilistiche e contenuto effettivo, non comprendendo invece che si tratta di un ottimo prodotto di intrattenimento rosa all'opposto di questo.
Non per fare la pignola ma avrò letto la congiunzione MA una decina di volte consecutive. Forse è colpa della traduzione, io non lo so. MA dove sono andati a finire i PERÓ, BENSÍ, EPPURE, e il resto???
Vi ho detto che quando lessi il libro ero a conoscenza della storia descritta dalla serie televisiva. Certo, nella prima stagione può essere piacevolmente seguita nonostante l'infantile trama. Però a stagioni avanzate come la terza o la quarta la pesantezza suprema della storia che si ripete fa calare sullo spettatore un velo di agonia. Per non parlare della quinta stagione dove pur di intrattenere spuntano tremila rivali e problemi in un'unica puntata. Ed in quel momento vien da dire "Ti prego, Dea Terra e Dio Oritteropo Maligno, farò qualunque cosa purchè questa serie finisca all'istante per mancanza di fondi!". Purtroppo essendo troppo impegnati vieni ignorato ampiamente.
Mi chiederete dunque: Perchè continui a guardartela se ti fa così tanto ribrezzo?
Quando iniziai a guardarla fu con mia mamma, al posto dei film singoli. Avevamo preso questo appuntamento nel quale nelle prime stagioni si era unita anche mia sorella. Era un momento per distrarsi tutte assieme e sentire il calore della famiglia. Mia sorella venne coinvolta con maggiore intensità e seguì le successive stagioni in streaming da sola. Mia mamma invece rimase appassionata per un paio di serie in più di me (io ressi solo la prima) ed essendo uguali, io e lei, siamo costrette a vederne la conclusione.
In realtà io non sono propriamente la tipica persona che se comincia qualcosa deve assolutamente vederne il finale. Ciò accade solo se un minimo l'attività mi ha coinvolto. Quindi fosse stato per me avrei abbandonato subito gli episodi. Tuttavia trattandosi di un ritrovo con mia madre continuo tutt'ora a farmelo andare bene.
Il mio preferito -------------------------------->
che è durato troppo poco
PS: Voglio farle vedere tutte le stagioni di The Walking Dead mentre attendo la quarta. Quello, sì, che è un piacevole prodotto nonostante la banalità degli accaduti. Ha un tempo di narrazione che mi piace parecchio!
Perciò riassumendo in poche frasi il mio giudizio:
IL DIARIO DEL VAMPIRO
Un libricino che si legge in meno di un giorno, scritto male ma che non ruba troppo tempo. Da leggere senza pretendere troppo e se si vuole avere un confronto con la serie televisiva.
THE VAMPIRE DIARIES
Nettamente differente dalla storia originale del libro (per fortuna). Un prodotto medio/basso, utile per rifarsi gli occhi sia maschili che femminili. Affatto coinvolgente.
Ricordate che non è un'opinione professionale quella che vi è stata appena esposta. É un semplice parere di un'appassionata di cinema e scrittura non troppo esperta. Sono l'abitante del pubblico.
Un film uscito nel 2008 dai toni favoleschi e completo di
morale esopiana al termine.
Inizialmente son rimasta folgorata dalla
fotografia: i toni spiccanti delle colorazioni e le riprese ricercate
rappresentano un quadro armonioso e coinvolgente. Tutto ciò supportato da una
lieve ma intensa colonna sonora che fa
da calda coperta invernale e piacevole vento primaverile alla voce narrante
soave. Infatti parecchia magia del film
è racchiusa nella voce della protagonista di cui non sappiamo niente (tranne
il nome che ci viene suggerito dal padre e la sua passione per le volpi). Una
storia semplice e pura ma al contempo carismatica e saporita.
Avevo già udito/letto il nome Luc Jacquet e dopo
una breve ricerca ho scoperto che si trattava dello stesso regista de La marcia dei pinguini. Un altro capolavoro che mi ha fatto frignare come una poppante.
Luc ha un enorme rispetto per la natura. Durante alcune spedizioni nell'antartico (effettuate durante la sua formazione scientifica) affiancando come cameraman un regista svizzero, H.U. Schlumpf, scopre la passione per le immagini. In seguito realizzerà il suo primo lungometraggio, cui storia è proprio quella dei famosi e acclamati pinguini imperatore. A seguito reclamerà l'attenzione con La volpe e la bambina.
Sicuramente seguirò con maggior attenzione i lavori futuri di questo artista!
Come al solito trattandosi di natura mi sono commossa piacevolmente. Non comprendo appieno il motivo ma personalmente i miei rubinetti si azionano soltanto quando osservo la flora o la fauna.
Non so se vi è mai
capitata una cosa del genere: quando un avvenimento o un oggetto modifica la vostra
esistenza e da allora saprete che ogni vostra azione verrà diretta da un pensiero
unico, la realizzazione. Sì, perché questo film mi ha fatto capire ciò che
desideravo da me stessa e dal mondo.
Iniziamo però per fasi.
Io sono un’appassionata
di horror fin dalla nascita (ormai in ogni mio video o blog lo dico, sto
diventando troppo ripetitiva!). Per farvi capire: a 4 anni guardavo giocare mio
padre a Resident Evil sulla Sega Saturn.
Eravamo una squadra: lui manovrava il
gioco stando sulla sedia di fronte al televisore, mia sorella con il block
notes in mano appuntava ogni azione intrapresa dal personaggio ed io accanto a
lei seduta sul divanone mi gustavo ogni svolta. Era troppo emozionante! Infatti,
abbiamo proseguito assieme anche con il
secondo capitolo sulla PS1 e in seguito da sola ho concluso il terzo su PC.
Purtroppo non ho potuto armeggiare con le altre PlayStation altrimenti li avrei
posseduti TUTTI!!
Questo era un piccolo
esempio per farvi capire all’incirca le mie origini da fan dell’orrore.
Di nascosto, sempre al
periodo del primo RE, io e mia sorella durante le notti settimanali accendevamo
la tv e ci sintonizzavamo sul canale MusicTelevision, la più conosciuta MTV. Che
io ricordi vedevamo più frequentemente Anime come Ranma, lo show splatter di
plastilina Celebrity Deathmatch e lo scorrettissimo cartone Beavis and Butt-Head.
Potete ben intuire perché facessimo tutto ciò di nascosto! Eravamo piccine (lei
è di quattro anni maggiore però comunque rimanevamo piccole) e mia mamma non
gradiva il fatto che le sue donnine di casa assistessero a determinate scene
violente o diseducative (in effetti non gradiva neppure che giocassimo ad
uccidere gli zombie).
Però mi manca la MTV di
un tempo’, l’MTV che ha cresciuto generazioni; ora è come fosse morta. Ancora ancora quando frequentavo le medie (all'incirca fino al 2008) qualcosina si poteva ancora sgranocchiare di quel
canale. Ad esempio, io rimasi folgorata dall’Anime Nana (di cui devo conoscere
la conclusione e perciò mi “toccherà” comprare i fumetti perché la creatrice se
n’è andata in pensione -.- ) e il cartone animato degli animaletti che morivano
con acrobazie sanguinolente Happy Tree Friends ma prima di tutto ciò la serie
famosissima Buffy – l’ammazzavampiri. Si può dire che al seguito non ci fu più
nulla di interessante. Adesso, non so se sia una fortuna o sfortuna, il
digitale terrestre non prende la ricezione e quindi non esiste a casa mia, però
anche se ci fosse stato non avrei saputo scegliere cosa guardare perché ormai è
divenuto un canale per ragazzini (o meglio ragazzine) non come una volta che l’intrattenimento
era indirizzato agli adulti. So che è un po’ un controsenso perché noi lo
seguivamo da bambine però aveva un’atmosfera più aggressiva e trasgressiva che
attraeva. Era assai più divertente.
Ovviamente durante l’adolescenza,
seguendo le tracce di mia madre (sì, colei che non voleva che guardassimo pelli
squarciate, fantasmi e mostri), rimanevo sveglia anche di notte per vedere quei
film vietati ai minori. Così mi sono appassionata lentamente alla cinematografia
horror.
Ho sempre visionato vari
film, son cresciuta con le videocassette registrate (insegnare ad una fanciulla
a piratare dai cartoni della Disney! E poi si stupiscono di tutti i film che possiedo…
shhhh!). Non eravamo la classica famiglia che se ne andava in giro spesso,
quindi stavamo a casa ad intrattenerci con essi. Certo, non passavamo la nostra
esistenza a poltrire! Per qualche annetto nelle afose estati abbiamo visitato
tutta la Puglia e un po’ di Calabria, inoltre avendo parenti in Sicilia avevamo
la fortuna di essere ospitati là. In aggiunta avendo avuto per quattro anni un
cane, possedendo un cortile ampio riducevamo al minimo le uscite ma cercavamo
lo stesso di portarla a sgranchire le zampe in alcune domeniche. Insomma, non
eravamo tipi da ristorante o centro commerciale ma ci piaceva stare a contatto
con la natura, nelle giornate dell’ozio (quelle giornate in cui non sai cosa
fare perché tutto sembra troppo faticoso) ci spaparanzavamo sui letti o divani
ed ammiravamo la settima arte attraverso lo schermo.
Ciò è accaduto con
tranquillità fino al divorzio dei miei. Non mi addentrerò nell’argomento perché
non è di importanza fondamentale. Al primo capodanno dalla separazione io e mia
mamma avevamo deciso di strafogarci di schifezze salate e dolciastre riesumando
delle perle della storia del cinema horror. Non frequentando più mio padre e il
fatto che mia sorella festeggiasse con gli amici mi ero spinta a rimanere
assieme a mia mamma. Fino ad allora avevo considerato l’espressione “film
horror” come due pure orette di scene insanguinate senza scopo, era un semplice
hobby poco approfondito nella mia vita, persistevo nel stargli dietro solo per
distrarmi. Da quel capodanno la mia concezione cambiò! Decisi che volevo
saperne di più, volevo conoscerne ogni aspetto e sottogenere, volevo capire perché
il terrore mi attraesse in quel modo. Sotto il consiglio di mia madre andammo a
noleggiare in biblioteca alcuni film come The cube, The village, Profondo rosso
e altri film di Argento, forse anche qualche film di Stephen King, Shining e
uno o due film di serie B. Da lì in poi gli appuntamenti con le schifezze e i
film horror si prolungarono fino a stabilire la Domenica dell’orrore. Ogni domenica,
aiutate anche dall’installazione di Internet a casa mia (e già ho avuto la rete
solo in prima superiore!), esorcizzavamo i nostri timori attraverso i
lungometraggi storici che ho imparato a recuperare attraverso metodi poco
legali. Di pirateria parlerò in un altro post credo. Adesso non è il momento adatto.
Nonostante le molteplici
maratone io non sono ancora diventata un’esperta del settore e ne sono felice. Quando
lo diventerò significherà che la mia vita non avrà più un senso per proseguire.
Oltretutto per staccare
dal filone del genere rosso abbiamo iniziato a setacciare altri generi più
leggeri, cominciando dal thriller fino alla commedia. Ora come ora devo
ammettere che alla pari dell’horror potrei accostare quei film complicati per i
quali dopo la visione è necessaria una riflessione e una ricerca (un po’ come
quelli di Lars Von Trier, per citarne uno).
Mi distaccai un po’ da
questa mia passione durante le superiori. Avevo parecchi problemi, ero la
classica adolescente “ribelle” che odiava la scuola e a causa di ciò il mio
rapporto con mia madre si era danneggiato (tranquilli, ora è tutto a posto :P ).
Alle superiori capii che la mia VERA vocazione fosse la scrittura perché attraverso
essa potevo esprimermi al meglio. Cambiai due scuole, senza farmi bocciare, non
sono mai stata stupida semmai testarda e impulsiva a volte.
Trovai la pace in un
altro istituto in cui presi un attestato in terza superiore. Proseguii un po’
condizionata al quarto anno. Un errore fatale che se non avessi commesso non
avrei posseduto ciò che ora so. Dico così perché non l’ho portato a termine, non
era ciò che desideravo dal mio futuro. Proseguiamo.
Ricordo il 2012 come l’anno
della rivelazione. Stavo lavorando nei panni di stagista in un negozietto di
streetwear, i quali proprietari erano due membri di una band newmetal famosa
nella mia città e di cui ero stata fan sfegatata alle medie. Già di per sé potete
capire perché apprezzi così tanto quell’anno! Nonostante non li ascoltassi più
(anche se tutt’ora mi piace risentire qualcosuccia in memoria dei ricordi) era
comunque un avvenimento importante per me, perché li potevo conoscere dal vivo
e farci amicizia. Poi si scoprirà che il cantante del negozio diverrà il mio
insegnante di canto migliorando la mia sicurezza :P
Stavo lavorando nel loro
negozio quando al termine dell’orario, salutando, uscii e mi avviai verso casa.
Immediatamente ricevetti una chiamata da un’amica. Mi conferì che il nostro
gruppo di 4 gatti aveva deciso di andare al cinema a vedere Dark Shadows. Non mi
emozionava particolarmente vederlo tuttavia era stata una bella giornata quindi
accettai. Appena arrivata a casa avvisai mia mamma dell’uscita e che non avrei
di conseguenza cenato. Presto mi passarono a prendere e in super ritardo
giungemmo al multisala. Lì avvenne il colpo di fortuna più grande che potessi
avere nella mia vita. Il film era già iniziato e la cassiera non ci permise di
entrare in sala quindi ci ritrovammo costretti a cambiare la nostra scelta. Non
c’era granchè in lista ma osservando un titolo ricordai un Backstage visto su Coming Soon che mi
aveva messo alquanta curiosità.
Ne informai la mia Compagna di film (un’amica
che conosco dalle medie e che come me è una cinefila accanita) e confermammo
con gli altri. Comprammo i biglietti al prezzo pieno di 8€ per Quella casa nel
bosco. I soldi meglio spesi di tutta l’esistenza.
Già dalla comparsa sullo
schermo gigante del titolo pensai che fosse la solita spiattellata in primo
piano dei mostri per far urlare le ragazzine ignoranti. Fino a metà lunghezza
lo osservai e lo scrutai con occhio selettivo… fino al capovolgimento dei
fatti. Dai clichè banali che hanno costituito il perno dell’officina del
terrore all’innovazione più sensazionale. Non so bene come esprimermi quando parlo
di questo capolavoro perché ogni singolo attimo in cui rimembro le emozioni
avute mi trascina in un vortice di euforia. Ho atteso quel momento per anni, ho
atteso che un nuovo film mi riscaldasse cuore, vene e mi iniettasse un’adrenalina
dimenticata! Dalla metà successiva del film capii che nulla in me sarebbe
stato più lo stesso. Ogni due secondi mi voltavo verso la Compagna di film e le
sussurravo: “è fantastico”, “non ci credo”, “no” :o
Ero incantata da ciò che
vedevo. Ho amato, ammirato, osannato Drew Goddard..
Per la prima volta nella
mia vita mi sentivo esplodere, avrei voluto urlare a tutti la magnificenza di
cui ero venuta a conoscenza. All’uscita delle sale, all’esterno del cinema sia
io che la Compagna di film eravamo rimaste allibite ma ciò non ci privava di
esortare quello cui eravamo state testimoni.
Per la prima volta nella
mia vita non scaricai quel film, attesi il dvd. E possederlo tra le mani l’anno
successivo fu come ricalcare il suolo di quel cinema in quella stessa giornata.
Successivamente acquistai
in lingua originale un libro contenente l’intervista al regista e allo
sceneggiatore, la sceneggiatura, varie curiosità, bozzetti, scene del set e
backstage, intervista al cast, e altro.. Cabin In The Woods - The Official Visual Companion (Titan Books)
Se interessati potete acquistarlo su questo sito molto affidabile
Rimasi colpita quanto i
film e le serie tv che quei due geniacci hanno realizzato potessero
rispecchiare la loro sincera ironia attraverso l’intervista letta. Mi ha
affascinato constatare quanto fossero reali, quanto fossero persone normali,
come me o voi, quanto potessero essere simili a due amici d’infanzia che
scherzando si consultano. Mi sono rispecchiata in loro due attraverso le
risposte scritte.
Drew Goddard è un uomo
che viaggiando, spinto dal suo desiderio di esporsi e inserirsi nel campo della
sua passione, ha potuto conoscere e affiancare Joss Whedon, un fanatico del
terrore. Hanno stretto amicizia ed hanno collaborato parecchio diventando
fratelli. Se siete loro seguaci vi consiglio l’acquisto di questo libro perché vi
farà conoscere e capire l’aspetto interiore di questi due personaggi.
Drew Goddard ha però
ammesso di essere stato pressato dal suo amico a dirigere il film. L’idea di
fare un film assieme era nata da Joss e assieme hanno concretizzato la
sceneggiatura. Nello scrivere le battute si sono piazzati in una casetta
isolata, a due piani. Proprio come la struttura del lungometraggio, Drew è
rimasto sopra a descrivere l’ambiente superiore cioè dei ragazzi, Joss invece
al piano terra ha descritto il sotterraneo laboratorio. Infine si son ritrovati
ed hanno mischiato le carte. La decisione di prendere le redini del gioco è
stata posta su un tavolo, Whedon era già ingarbugliato con altri progetti
quindi ha lasciato che fosse il suo amico a realizzarlo anche se per tutto il
tempo gli è stato affianco.
Questo film rappresenta
un po’ la loro conoscenza, come si sono incontrati e conosciuti, rappresenta la
loro unione fraterna e racchiude un po’ l’essenza dei loro vari lavori
individuali e collettivi. Oltre a varie metafore e rappresentazioni della
storia del cinema horror.
Drew ha ammesso di
essersi divertito parecchio ma di preferire la scrittura e stesura di un film
alla sua realizzazione. Si è messo in gioco e il risultato è stato positivo ma
nonostante ciò non penso che ritroveremo al cinema un nuovo film diretto da
lui.
Grazie a lui ho voluto
cimentarmi nella realizzazione di un cortometraggio per un concorso non andato
a lieto fine (per ovvi motivi). Grazie a lui ho capito che la mia VERA vocazione rimaneva la
scrittura. Mi ha spinta a persistere in un momento in cui stavo perdendo le
speranze.
Ho capito che nelle mie scritture volevo prendere qualcosa di passato, superato o conosciuto e rinnovarlo con una rivoluzione della storia o del personaggio. Volevo reinventare la storia di un mito, volevo, anzi voglio raccogliere le avventure classiche e modificarle dandogli nuova vita. Ho cercato di fare ciò nel romanzo che ho concluso nel 2013.
Bhè, è sicuramente una
perla. Ed è sicuramente una perla che alcuni hanno rifiutato di toccare perché costruita dagli scarti un’ostrica in mezzo a tante superflue cozze.
Vi consiglio di guardarlo, gustarvelo senza aver prima visto o letto recensioni perchè è impossibile descrivere il film e giudicarlo senza mostrare spoiler. Penso che per apprezzarlo non ci sia bisogno di essere degli appassionati del genere (anche se aiuta a riconoscere le citazioni) perchè è talmente movimentato che ruba l'attenzione a priori.
Non ho voluto scrivervi
la trama perché sarebbe stato uno spreco di spazio. Potete trovarla
ovunque. Non ho voluto scrivervi una
recensione perché fin troppa gente l’ha voluto criticare. Ho voluto
trasmettervi un pezzo di me e farvi capire o almeno tentare di farvi capire
cosa rappresenti per me tale film.
Drew Goddard Filmografia:
Ha prodotto Lost, Alias.
Ha diretto Quella Casa nel Bosco.
Ha scritto World War Z, Quella Casa nel Bosco, Lost, Cloverfield, Alias, Angel, Buffy - l'ammazzavampiri, Robopocalypse.
Ha prodotto Agents of S.H.I.E.L.D., Molto Rumore Per Nulla, Quella Casa nel Bosco, Dollhouse, Angel, Firefly, Buffy - l'ammazzavampiri.
Ha diretto Agents of S.H.I.E.L.D., Molto Rumore Per Nulla, The Avengers, scena post credit Thor, Dollhouse, Serenity, Angel, Buffy - l'ammazzavampiri, Firefly.
Ha scritto Agents of S.H.I.E.L.D., Molto Rumore Per Nulla, The Avengers, Quella Casa nel Bosco, Dollhouse, Serenity, Angel, Buffy - l'ammazzavampiri, Toy Story - il mondo dei giocattoli.
Recentemente è scoppiato un trambusto su
YouTube. Il solito critico di turno che giudica il solito famoso personaggio.
“Non sarà quella delle uniformi blu contro le
uniformi grigie? La guerra in cui i fratelli lottavano contro i loro fratelli?”
Cit. Quella Casa Nel Bosco
Non entrerò nei dettagli perché poco mi
importa. Anche se vorrei precisare un punto al riguardo: dietro alla telecamera
c'è comunque una persona che possiede una vita e una personalità che noi utenti
esterni non conosciamo; può possedere problemi e giornate negative. Ciò che uno
pensa ed espone può essere moderato senza l’insistenza. Noi non abbiamo il
diritto di accusare a spada tratta, tantomeno di apporre su di loro cause di cui non ne
possiedono le redini. In aggiunta prima di propinare al mondo i propri pareri
bisognerebbe pensare se essi potrebbero apportare veramente un miglioramento
alla comunità oppure solo disgregarla in vari ceppi incendiati. Chiudo.
Ho cominciato con tale introduzione perché
visionando un video del caso proposto (son pur sempre una comune mortale
curiosa! No, bhè, volevo solo capire il motivo dell’esplosione funesta) ho
colto una frase o meglio un'insinuazione che pensavo nel 2014 non potesse
esistere più nelle credenze popolari.
"…il pubblico è composto da persone di
basso livello, da persone stupide, ignoranti. Poi siamo in Italia figurati! Praticamente
è come dire che è composto da pecore! Il pubblico non ha mai ragione: mai, mai
e poi mai. Raramente ha ragione, raramente
il pubblico.. di solito sono i critici quelli che hanno ragione. Sono le
persone di intelletto un po’ superiore che si elevano che tendenzialmente hanno
ragione…"
Ma il suo discorso prosegue fin troppo a
lungo. La concezione che ha voluto rappresentare questo tizio, di cui ometto il
nome perché non considero giusto apportargli pubblicità, è stata l’ordinaria sintesi:
CULTURA = INTELLIGENZA
In un certo senso mi fa ridere che un critico
(il quale si reputa superiore e intelligente) si abbassi ad un livello simile,
al livello in cui espone la solita tiritera mangiucchiata anche dagli ovini
stessi.
Le pecore sono animali molto timidi e spesso il loro nome viene adoperato come insulto lieve. Si pensa che siano animali idioti solo per il loro timore nei confronti dei rumori forti ma nonostante ciò sono parecchio intelligenti, possiedono una facilità di apprendimento elevata ed un'ottima memoria!
Non capisco come si possa solo pensare una
cosa del genere nell'epoca odierna. Non per ridurre il valore dell'istruzione e ciò che dirò non è
nemmeno dato dal fatto che il mio titolo di studio non sia dei migliori (potessi
tornare indietro non potete immaginare quante scelte cambierei ma non si può
ottenere tutto nella vita) ma da quando la logica è data dall’aver studiato un
libro di storia o dalla conoscenza della posizione geografica del..?! Certo,
studiare e leggere determinati argomenti ti possono aiutare a tenere allenato
il cervello ma non ti insegnano ad utilizzarlo. Son due cose ben differenti.
Chi di voi sapeva che Maometto era un
venditore di pentole alla Mastrota??? Quasi nessuno, vero? Questa piccola
pillola di saggezza viene dal mio caro Ziuccio muratore che ha conseguito la
terza media :)
Purtroppo non tutti possiedono la stessa logica, che
a parole povere, è quel fattore che fa intuire una risposta corretta o scorretta in un tempo
personale, ragionando e motivando. Infatti per smentire i molti che pensano che
l'intelligenza vada a pari passo con la cultura specifico che la sottoscritta
non avendo un diploma (bensì altro) nel periodo in cui mia sorella doveva
esercitarsi con gli esami, per curiosità (già, la vita sarebbe noiosa senza di
essa) ho voluto sfidare me stessa provando a risolvere gli esercizi logici che
doveva eseguire da un libro/mattone. Ora non ricordo bene perché sono trascorsi
circa 3 anni ma sono certa che non trattassero solo numeri. Quindi costatando
che la mia cultura fosse a zero, paragonata a quella di mia sorella, e perciò
anche la mia intelligenza o logica secondi alcuni, non mi capacito allora del
fatto che sia riuscita a risolvere i problemi. Non mi capacito del fatto che
sappia usare parecchi tempi verbali (anche se spesso mi impappino :P). Non mi
capacito del fatto che sappia fare due più due e pure di comprendere che il
fuoco bruci.
Secondo il mio modesto parere sono
l'esperienza e la riflessione che ti portano a maturare l'intelligenza; ci si
esercita nel pensare singolarmente. Ed a modo proprio, quindi si può dire che
ognuno é intelligente, ognuno possiede un grado e una tipologia di intelligenza
personale.
Ragazzi, per favore finiamola di mettere a
trainare la nostra carrozza dai cavalli Intelligenza e Cultura vantandoci di
questa seconda e giustificandoci delle idiozie che fuoriescono dalla bocca invece di farle filtrare dal cervello.
Come ho già specificato sopra l'insegnamento
aiuta ma non è fondamentale per diventare intelligenti e saggi (fattore che
purtroppo determinata gente possiederà un grado o due inferiori alla media).
A destra il calesse dell'ignoranza e a sinistra il calesse della presunzione.
Il nostro cervello non è un'unica carrozza bensì una sfilata di calessi.
Ricordiamoci che la cultura può avvenire
anche in seguito agli studi (io ne sono un esempio vivente) e può essere
considerata in qualunque campo, che siano videogiochi, letteratura,
cinematografia, giardinaggio, cucina, o igiene... O altro ancora!
Perciò concludo esortandovi a non farvi
buttare giù da chi utilizza paroloni e vi sbatte in faccia le sue 5 lauree, voi
ragionane e rispondetegli!
Un bacione
Da LaRaccontastorie *belante ed ignorante
PS tutti siamo ignoranti perché la conoscenza
è infinita, nessuno è intelligente :P
Vorrei capire alcune
cosette e conoscere il vostro parere.
In poco più di un paio di
giorni mi sono divorata le prime due stagioni di The Walking Dead. Premetto che
quando uscì su sky avevo letto e visto delle recensioni al riguardo e mi ero
fatta la mia idea prematura. La mia curiosità mi ha imposto comunque di
guardarlo (fa così ogni volta ed io devo solo esserle riconoscente, la maggior
parte delle volte). Ho rimandato la visione per le critiche negative che
superavano le positive. Quasi sempre si trovano pareri discordanti quando un
fatto è innovativo e il fatto in questione è appunto la presenza di zombie in
una serie Tv; serie horror che “esistono” da poco e zombie che fino ad allora
erano rimasti nell’ombra dei 120 minuti consecutivi. In sintesi ho snobbato fin
dall’inizio questo telefilm amato da alcuni e odiato da altri considerandolo la
moda del momento.
Ora, trovatolo in streaming
su un’applicazione del cellulare ho voluto constatare di persona la qualità del
soggetto in generale. Non mi sarei mai azzardata a scaricarlo (ho in qualunque
momento titoli migliori nella scaletta, in aggiunta le serie sono troppo
impegnative da seguire quindi devo ringraziare questa applicazione del Lumia,
Film Online, che ha aiutato la mia pigrizia ;P ).
Ma il punto è che vorrei
comprendere meglio le critiche rivolte ad esso.
Come ho già detto ho
divorato una ventina di episodi in poche ore e ciò è da considerarsi un punto a
suo favore. Io non sono una che si fa conquistare facilmente ed a differenza di
altri se una cosa non mi va a genio la interrompo prima della conclusione. È più
forte di me!
Specifico che di cliché e
stereotipi ne è colmo e mi dispiace perché può considerarsi una grossa pecca ma
d’altro canto è da considerare l’affatto semplicità di portare qualcosa di
nuovo nell'ambito del terrore
(dimentichiamo quel genio di Drew Goddard <3 i
cliché originali e il rinnovamento del loro utilizzo, evito di divulgarmi perché
altrimenti finirei di scrivere ad ottant'anni!). Però non li giustifico completamente perché con
un po’ di impegno avrebbero potuto evitare luoghi comuni e frasi fatte, noiose
ripetizioni che nella prima serie infastidiscono. Nella seconda tuttavia si
nota un miglioramento anche se certi particolari fanno ancora storcere il naso
e chiedersi il perché! Però noi amiamo lo stesso questo stato di perplessità,
noi amiamo l’horror soprattutto per questo motivo anche se spesso i film (o gli
episodi) superano erroneamente la concezione sopra descritta prendendoci per
degli stupidi e noi allora urliamo contro lo schermo.
Ricordiamoci che è un
horror o almeno lo dovrebbe essere perché personalmente nonostante gli stacchi
di ripresa e scene improvvise ravvicinate di quei “cervelli molli” non è che
sia un film impressionante. Sotto questo aspetto mi voglio soffermare perché è
stato un tasto dolente per chi attendeva la serie. La paura è personale, ciò
che intimorisce me non intimorisce voi e ciò che potrebbe intimorire un ragazzo
che vive nel 2014 non è certo ciò che intimoriva nel ’50. Quindi secondo il mio
punto di vista il fattore Paura non è molto rilevante nei tempi odierni. Non vorrei
essere fraintesa perciò specifico, non che non sia importante (è la parola
stessa del genere che conduce lo stile) ma non è più fondamentale come una
volta. È difficile spaventare ora come ora, bisognerebbe fare un’indagine e
informarsi tramite i giovani per provare a realizzare un film che un minimo
scalfisca la sicurezza che si è creata nelle menti col passare degli anni.
Interrompo qua il discorso perché altrimenti ne uscirebbe un ennesimo poema.
Ho visto, infine, un
cambiamento nello schema delle puntate, fra la prima e seconda stagione: la
prima si propone come film suddiviso, invece la seconda entra nell'ottica del
telefilm. Ed è stato un miglioramento di forma.
Non voglio, e non oso
parlare della trasposizione dal fumetto a serie televisiva, non ne ho le
conoscenze ma nemmeno mi importa. Probabilmente se avessi letto un minimo il
fumetto potrei giudicarlo meglio ma quello non è il mio intento. Da persona
comune ignorante in parecchi campi, persona appassionata di cinema bensì non esperta, una
semplice persona che segue ciò che piace a lei stessa, vi ho voluto esporre i miei
pensieri su The Walking Dead.
Onestamente non ho ancora
capito se mi piaccia o meno. Io.. non so se sia la presenza di zombie o la
curiosità imperterrita di vedere dove giungerà il finale o altro, potrebbe
essere che nonostante le critiche sia comunque un ottimo prodotto di
intrattenimento (un po’ come i film di Michael Bay) resta che mi risulta
impossibile, puntata dopo puntata, distogliermi dal seguire le tracce.
Un bacione da LaRaccontastorie *appestata di orzaiolo*
Ho sempre tenuto una certa distanza fra me e l'Esposizione sul web. Molto probabilmente a causa della timidezza o meglio del timore di essere fraintesa o non apprezzata. Sono sempre rimasta distaccata da quel mondo che seguivo attraverso lo schermo del pc, silenziosamente. Non ho mai azzardato a cimentarmi in una ripresa frontale con la mia videocamera ed ho sempre preferito riprendere i miei amici durante le serate. Certo, ho provato ad impersonare i panni di un regista qualche annetto fa ma rimanevo comunque fuori dall'obbiettivo. Purtroppo ho carenze nell'ambito del protagonismo. Ciò mi ha frenato per anni.
Allora perchè tutto ad un tratto mi ritrovo qua, su Youtube, su Twitter (che nemmeno ho mai usato), su Google+? Ho capito da tempo che aver paura di qualcosa è inutile. L'aver paura di buttarsi in cose così semplici, come per me è stato il passaggio e la creazione di queste finestre che mi pongono sul web, è uno spreco di tempo. Non voglio dire che bisogna affrontare con superficialità l'Esporsi in tale modo. Voglio soltanto dire che a volte ciò che frena è una leggera variante di ciò che preme un'azione. Bisogna quindi capovolgerla e scoprirsi. Soprattutto se hai un Qualcosa da esporre al pubblico. Non importa che sia innovativo o una ripetizione perchè il modo in cui lo si farà (che può non piacere o piacere) è comunque personale e singolare quindi apporterà in qualunque circostanza un chè di nuovo.
Io ho abbattuto i miei blocchi. Anche se le mie disponibilità sono decisamente raso terra mi sono Esposta.
Spero che ciò che sto facendo mi aiuti a rafforzare interiormente ed esteriormente.
Spero che sia di vostro gradimento.
Spero di migliorare.
Ho cominciato consciamente nel 2014 con la prima pagina del mio Diario di bordo (vlog) su Youtube. L'ho fatto per chiarire e chiarirmi alcuni punti. Più precisamente sui progetti che mi erano venuti in mente all'apertura del canale. Cosicché da non potermi tirare più indietro! Anche se in realtà sono solo 5 gatti i miei iscritti. Ma ciò mi obbliga comunque a realizzare ciò che ho proposto..
Oltre a questo nel video troverete anche gli obiettivi raggiunti dalla sottoscritta e le speranze riposte nel 2014.
PS Quella stessa giornata ho avuto un colloquio di lavoro estenuante quindi tralasciate per favore l'aspetto della mia faccia :P