In questo periodo ho avuto parecchi alti e
bassi, soprattutto questi ultimi. Personalmente non mi ritengo una persona
pessimista, certo in passato mi son proposta varie volte come ottimista ma ad
essere sincera oramai mi sono arresa al realismo della vita vera e propria.
Saltando le noie comuni e banali di una normale ragazza di vent’anni (sì,
faccio parte anche io di quella fascia da ben tot giorni, yeeeh) giungiamo alle
novità.
Durante gli assolati anomali pomeriggi
primaverili che scherzosi bruciano i germogli nel mio orto, ho condotto mia
mamma a concludere la visione della terza stagione di The Walking Dead.
All'inizio era parecchio dubbiosa ma sull'avanzare della seconda stagione si
era già affezionata ai personaggi ed obiettava ad ogni morte buona. Ha avuto la
mia stessa reazione nei confronti dell'intera struttura della serie. Nonostante
le imperfezioni che si presentano per tutte le ore (soprattutto in principio) è
intrattenimento puro! Ed io mi son resa conto che l'aspetto che adoro
maggiormente è l'atmosfera da film horror degli anni 80. Riprese scarne e
semplici; colonna sonora quasi assente; dialoghi essenziali e naturali. Tuttavia
make up perfetto!
Ho ricevuto a casa alcune spedizioni
riguardanti la mia passione del giardinaggio. Ho voluto provare ad ordinare da
un negozio online abbastanza famoso, apprezzato e disprezzato, Bakker. Devo dire
che sono stata attratta dal scegliere tale azienda "soltanto" dalla
spedizione economica e il regalo allegato ad un ordine minimo di 15€. I prezzi
sono moderati ma bisogna comunque leggere le descrizioni affianco alle foto o
conoscere il vero aspetto della pianta (foto stupende ma non corrispondenti,
ciò capita sempre nei casi di siti verdi). I prodotti che ho ricevuto
rispecchiavano la descrizione da catalogo però le tempistiche di quasi 15/20
giorni per la consegna non sono segnalate equamente. Il mio errore é stato non
consultare le recensioni da parte dei clienti a proposito del sito, se lo
avessi fatto non avrei mai comprato e mi sarei pentita. Infatti, la maggior
parte dei commenti é negativa e sfiduciosa. La mia esperienza tuttavia (due
ordini su due) è positiva. Appena ho ordinato è arrivata una mail automatica,
l'avviso dell'ordine; due giorni a seguito la conferma dell'ordine; 3/4 giorni
una mail con l'avvertimento della consegna del pacco ai corrieri nel giorno
successivo; 2 giorni massimo giunge la mail da parte del corriere con il link
per la tracciatura del pacco. Ovviamente le date sono prive di giorni festivi
nei quali viene considerato il sabato. Generalmente quindi sono queste le tappe
degli avvisi per l'ordine. Con Bartolini l'ordine è giunto in 2 giorni, con Sda
4.
Nel primo ordine ho preso una Catalpa (albero
dei sigari). Mi attraeva il nome, la bellezza del portamento e il fatto che
allontanasse zanzare e mosche. È arrivato a radice nuda e l'aspetto mi ha
parecchio spaventata. Era in uno scatolone con carta e le radici chiuse da un
sacco di plastica privo di terra (a detta di Bakker per preservare la salute
della pianta durante il viaggio, e perché è nel suo periodo di riposo
vegetativo). Immediatamente l'ho travasato dopo aver letto le accurate
informazioni allegate al pacco. Ora come ora è ancora dormiente il mio
alberello però manovrando il tronco è possibile constatare che le radici
abbiano preso bene nel terreno. In questo ordine di circa 15 € ho ricevuto un
grazioso faro ad energia solare in regalo.
Nel secondo ordine ho preso una Serra per
interno (che tengo nella Serra da esterno per i germogli, Genius!) e due sacchi
per la coltura di patate. In codesto ordine di circa 28 € ho ricevuto un
carinissimo mini alberello di mandarino in regalo.
Ho dato 2 punti all’assistenza clienti perché
ho dovuto mandare due mail per alcune informazioni e mi hanno risposto dopo più
di una decina di giorni.
In aggiunta mantenendo l'argomento ho
comperato su ebay 6 semi di Mandragora freschi. Il pacchettino è giunto
puntualmente ed ho trovato due semi in più come regalo. Facendo la prova
dell'immersione in acqua i semi erano effettivamente freschi. Ho seminato il
giorno successivo 3 semi in un vaso da 25cm di diametro, gli altri li conservo
in frigorifero. Ora attenderò fino a settembre per constatare la crescita
effettiva della pianta.
Qualche settimana fa ho finito di leggere la
raccolta di racconti di Kafka della collana Live della casa editrice Newton
Compton Editori. Dopo di esso, curiosando nella mia collezione completa ho scelto
il nuovo libro da leggere; sono sempre stata molto affascinata dalle correnti
letterarie e di pensiero e sfortunatamente non avendole potute studiare a
scuola ho scelto di iniziare con l’Illuminismo attraverso il romanzo Candido di
Voltaire. Però riponendo il libro di Kafka ho notato che il segnalibro che
stavo utilizzando, cioè uno scontrino vecchio, era abbastanza pietoso così
colta da una improvvisa ondata di creatività mentre sorseggiavo un caffè da mia
nonna mi sono regalata questi tre segnalibri homemade. Un bacione da LaRaccontastorie
Devo dire che prima di realizzare questo post mi sono fatta un paio di domande:
Perchè scrivere di qualcosa che profondamente non sopporto? Cosa potrei mai dire che non è già stato detto?
Poi riflettendoci mi son ripetuta fra me e me che la scrittura in ogni ambito non deve avere obbligatoriamente una motivazione per essere attuata, deve solo essere scritta.
Perciò con questa perla di saggezza affatto saggia io mi propino di pigiar tasti sulla tastiera.
Fin da piccola ho amato alla follia i vampiri: seducenti, ammalianti, estremamente crudeli e superficiali, privi di obiezioni e perciò vivi per se stessi! No, in realtà li ho amati a causa di Spike. Quel biondino platinato ironico che perseguitava come uno stolker Buffy - L'ammazzavampiri. E tutt'ora con la brizzolatura e le rughe fa sognare le fanatiche della serie come lo son stata io. Dopo di lui ho amato il fascino dell'imponenza di Dracula in qualche film di cui ora non ricordo il titolo (ce ne sono stati così tanti che mi giustificherete, prometto di farmi una maratona e ricordare sia il nome dell'attore che il titolo del film). In seguito giunse Nosferatu: l'orrendo mostro, demone, non morto che pretendeva la vita di chiunque incrociasse o non incrociasse il suo castello. Il Nosferatu - il vampiro, non citato, originale nel suo silenzio di lungometraggio muto di Friedrich Willhelm Murnau e il Nosferatu - principe della notte di Werner Herzognella sua versione in bianco e nero o colorata narrata.
E poi giunse Il diario del vampiro inutilmente trasformato al plurale nella serie televisiva (o meglio tradotto nel libro italiano al singolare e riportato nella lingua e trascrizione originale inglese nella serie).
Ora, voi mi chiederete il motivo per il mio volermi ferire volontariamente. Eh, mi piacerebbe rispondervi intelligentemente ma in questo istante mi sento un'idiota pura. Dovete solo sapere che a me piace far oltrepassare le mode e poi gustarmele. Belle o brutte che siano. Giusto per assaporarle e giudicarle.
L'anno scorso è uscita una collana di libri della Newton Compton Editore a 99 cent detta LIVE. Ho assolutamente preteso di possedere tutti i libri ignorando il loro contenuto. Lessi per primo il capolavoro Shakespeariano Amleto di cui mi innamorai pazzamente nonostante conoscessi già la trama. Non ci posso fare niente, se fossi nata nella sua epoca io e quel bel frontone calvo di nome William saremmo stati amanti!
Seguitai con Il sogno e la sua interpretazione di Freud (mi ha sempre ipnotizzata la psicologia anche se ammetto essere un pochino, leggermente, malato lo scrittore in questione per ovvi motivi sessuali). E successivamente per curiosità (sia tu dannata!) visto che stavo già guardando la serie di The vampire diaries ho pensato essere opportuno conoscerne la scrittura originale.
Perchè?!
Rimasi delusa ovviamente. La scrittura appariva simile a quella di una bimba delle elementari ed addirittura peggiore della mia al primissimo romanzo incompleto (che voi non leggerete mai.. muahahaha!).
Capisco e comprendo che l'indirizzo della storia sia propinato ad adolescenti con ormoni a mille e priorità stupide però non giustifica la cattiva mano della scrittrice. Soprattutto se codesto libro ha venduto milioni di copie! Esiste ancora gente che critica Twilight, la sua stesura in quanto regole stilistiche e contenuto effettivo, non comprendendo invece che si tratta di un ottimo prodotto di intrattenimento rosa all'opposto di questo.
Non per fare la pignola ma avrò letto la congiunzione MA una decina di volte consecutive. Forse è colpa della traduzione, io non lo so. MA dove sono andati a finire i PERÓ, BENSÍ, EPPURE, e il resto???
Vi ho detto che quando lessi il libro ero a conoscenza della storia descritta dalla serie televisiva. Certo, nella prima stagione può essere piacevolmente seguita nonostante l'infantile trama. Però a stagioni avanzate come la terza o la quarta la pesantezza suprema della storia che si ripete fa calare sullo spettatore un velo di agonia. Per non parlare della quinta stagione dove pur di intrattenere spuntano tremila rivali e problemi in un'unica puntata. Ed in quel momento vien da dire "Ti prego, Dea Terra e Dio Oritteropo Maligno, farò qualunque cosa purchè questa serie finisca all'istante per mancanza di fondi!". Purtroppo essendo troppo impegnati vieni ignorato ampiamente.
Mi chiederete dunque: Perchè continui a guardartela se ti fa così tanto ribrezzo?
Quando iniziai a guardarla fu con mia mamma, al posto dei film singoli. Avevamo preso questo appuntamento nel quale nelle prime stagioni si era unita anche mia sorella. Era un momento per distrarsi tutte assieme e sentire il calore della famiglia. Mia sorella venne coinvolta con maggiore intensità e seguì le successive stagioni in streaming da sola. Mia mamma invece rimase appassionata per un paio di serie in più di me (io ressi solo la prima) ed essendo uguali, io e lei, siamo costrette a vederne la conclusione.
In realtà io non sono propriamente la tipica persona che se comincia qualcosa deve assolutamente vederne il finale. Ciò accade solo se un minimo l'attività mi ha coinvolto. Quindi fosse stato per me avrei abbandonato subito gli episodi. Tuttavia trattandosi di un ritrovo con mia madre continuo tutt'ora a farmelo andare bene.
Il mio preferito -------------------------------->
che è durato troppo poco
PS: Voglio farle vedere tutte le stagioni di The Walking Dead mentre attendo la quarta. Quello, sì, che è un piacevole prodotto nonostante la banalità degli accaduti. Ha un tempo di narrazione che mi piace parecchio!
Perciò riassumendo in poche frasi il mio giudizio:
IL DIARIO DEL VAMPIRO
Un libricino che si legge in meno di un giorno, scritto male ma che non ruba troppo tempo. Da leggere senza pretendere troppo e se si vuole avere un confronto con la serie televisiva.
THE VAMPIRE DIARIES
Nettamente differente dalla storia originale del libro (per fortuna). Un prodotto medio/basso, utile per rifarsi gli occhi sia maschili che femminili. Affatto coinvolgente.
Ricordate che non è un'opinione professionale quella che vi è stata appena esposta. É un semplice parere di un'appassionata di cinema e scrittura non troppo esperta. Sono l'abitante del pubblico.
Sono l'unica a non aver compreso e condiviso il clamore
causato da codesta serie televisiva?
Per amor della Dea Terra, è costruita bene! Nessuno
potrebbe dire il contrario. Ma quello che mi domando se possa essere possibile che
in realtà la fama di Lost non sia frutto dei lavori mediatici? Intendo: è
possibile che la pubblicità (in tutti i suoi ambiti, compresa la nomina di J. J. Abrams) abbia influito sulla crescita degli spettatori e sul loro conseguente passaparola?
Molti lo hanno elogiato su basi evidenti, di seguito
riassumo alcuni punti:
Interattività
Ciò che ha sollevato pareri positivi e apprezzamenti di
questa serie è stato proprio il coinvolgimento che é stata in grado di creare
col pubblico. Per diventare un grande prodotto commerciale che dia ottimi
frutti ogni serie DEVE conquistare, farsi amare e seguire da un'enorme, fedele
massa di fan che la promuovono parlandone in giro. In particolare, i fan di
questa serie, cresciuti molto in fretta, sfruttando la potenza di Internet si
riunivano in community di siti per discutere animatamente delle puntate appena
andate in onda. Non si trattava del classico ritrovo per ammirare il beniamino di
turno o della nuova infatuazione del protagonista, si trattava bensì di
confessionali condivisi in cui esponevano le proprie supposizioni riguardo a
ciò che stava accadendo nel telefilm. Infatti in questa serie c'è una massiccia
dose di tensione mista a dubbi che lentamente vanno a risolversi per tutta la
durata delle stagioni.
Ricordo quindi che non è né la prima e né sarà l'ultima
serie che regalerà al mondo o a una piccola parte dei suoi abitanti pillole di
misteri che non faranno dormire alla notte. Certo, Lost pone le sue solide fondamenta su di esso e come un gomitolo si srotola dalle loro mani ma ce ne sono a bizzeffe di
telefilm in grado di donar le medesime sensazioni di alterazione. A me ad
esempio ha coinvolto parecchio la serie (sottovalutata) Dollhouse in cui al termine
di ogni episodio desideravo vederne il seguito. Ne sono stata drogata e per mia
fortuna/sfortuna è durata solo due stagioni ed io avendo il vizio di scaricarle
e gustarmele tutte d'un sol boccone ho completato la mia visione in poco più di
tre giorni.
Sospensione e Cliffhanger
Ci si ricollega al fattore suspance di cui amo la presenza
in qualsiasi ambito (cinema, letteratura, giochi, pure nella vita!). In ogni
puntata si propone una domanda nuova. Nella prima stagione più di altre. Ci si
chiede quale sia lo scopo della determinata introduzione e ci si anima quando
si pensa di essere vicini alla soluzione. Infatti non sempre viene risolto il
quesito a fine stagione, tantomeno a fine puntata. Non si tratta di una serie
composta da piccole storielle distinte prive di collegamento logico. Quando si guarda Lost si viene
bombardati da una serie di informazioni che lentamente, episodio dopo episodio,
si scoprirà avere un legame e una spiegazione.
Poche puntate mi hanno soddisfatto appieno e in molte
avevo le palpebre calanti. Infatti, su di me l'effetto sospensione ha causato una reazione di deja-vu comatoso. Nonostante si sia puntato molto sui finali ansiosi,
io a volte non ho percepito l'impulso di pormi domande e quindi mi staccavo dal
soggetto e mi concentravo immediatamente su altro.
Questo é accaduto un po' meno fra metà della seconda
stagione e la terza. Ma già alla quarta mi son adagiata. Non parliamo della quinta allora! In quella ho dovuto lottare psicologicamente e fisicamente per condurmi al di fuori di quei gironi danteschi! E nel corso della sesta stagione ho avuto seri problemi. Nei momenti liberi, quando mi proponevo di andare avanti con la serie ero sconfortata e demoralizzata dal fatto che ci fossero altre. troppe, ore che dovevo ancora dedicare ad essa.
Storia
È un miscuglio di ingredienti differenti ben dosati che che secondo alcuni ha creato
un'innovazione nel campo della tv. L'utilizzo di flashback, visioni, sogni,
premonizioni, flashforward in contemporanea con la storia dell'isola e le
singole storie sulle vite private dei personaggi sono un magnifico esempio di
lavoro eseguito correttamente. Incrementano notevolmente la spettacolarità
dell'idea di fondo. In questo caso il soggetto non può venire riassunto con una
frase perché non rispecchierebbe appieno le diramazioni che lo compongono e che
si prolungano attraverso vari spunti.
Per il resto la storia racchiude un po' di tutto ciò che può passare per la mente di un qualunque umano che ha vissuto fino adesso su questo pianeta, non ho notato nulla di futuristico.
Quando uscì la prima puntata in tv non la guardai e
accantonai la sua visione fino a qualche mese fa. La traduzione che mi ero fatta in testa era che fosse soloil naufragio di differenti persone su un'isola magica, o almeno ciò era quello che mi era arrivato all'orecchio. Non mi aveva mai
attratto nonostante le buone parole di tutti. Per curiosità ma soprattutto per
riuscire a capire il borbottio generale su Lost mi son decisa a visionarlo, ora.
La puntata che mi ha colpita ed entusiasmata maggiormente è stata la quinta della quarta stagione. Nella quale si affronta un viaggio nel tempo con Desmond.
Premetto che ho apprezzato la visione di questa serie che
ha faticato a conquistarmi e ammetto che ho ancora parecchi dubbi su di essa.
Non penso mi piaccia da impazzire nonostante sia un buon prodotto. E nonostante
ci sia lo zampino di Goddard.
E ribadisco il quesito che mi è sorto spontaneo già dai primi sguardi: la notorietà di questa serie televisiva (alcuni chiamano in modo supremo La serie televisiva) è dovuta veramente alla sua maestosità oppure, dietro un una direzione comunque di altissimo livello, è frutto di un capiente movimento di voci osannatrici?
Personalmente l'ho trovato molto sopravvalutato.
P.S. Gli effetti speciali mi hanno lasciata perplessa nella prima stagione; si
puó sorvolare su questi dettagli nel 2000 avanzato?
EPISODIO PREFERITO #5 della 4^ stagione Viaggio nel tempo di Desmond #11 della 6^ stagione La (apparente) realtà alternativa di Desmond PERSONAGGIO PREFERITO Nonostante (come ogni santa donna che abbia intrapreso questa "fantastica avventura" di inseguire i quesiti di Lost) mi sia innamorata pazzamente dell'affascinante, premuroso e prototipo quasi perfetto di uomo ideale nominato Dott. Jack Shephard... Interpretato da un Matthew Fox anonimo per il mio bagaglio di cultura cinematografica ma comunque fondamentale per invogliarmi a proseguire la visione delle stagioni una dopo l'altra... Il quale prediligo in modo nettamente più appassionato con i capelli rasati (simile ad un marine <3 ). Nonostante ciò ammetto di aver infine conseguito ad un'altra preferenza per il personaggio. Ho preferito Desmond Hume interpretato da un malleabile e versatile Henry Ian Cusick. Proprio per la sua capacità di rendere vivo un personaggio dalle varie sfumature di carattere e le diverse crescite interiori ed esteriori ho adorato alla follia il suo ruolo. Non l'avevo mai visto prima di Desmond perciò sono intenzionata a visionare la sua filmografia e constatare se potrebbe diventare uno fra i miei attori preferiti. CONCLUSIONE
Ne è valsa la pena solo per l'ultima
puntata. Colma di tensione e sentimento anche se a tratti velata di
banalità (facilmente tralasciabile). Comunque perfetta. Son felice di aver analizzato questo doloroso telefilm. E di
averlo concluso.
P.S. Chi dice che non dà risposte il finale non ha colto
nulla della trama di base spiattellata pian piano per tutti gli episodi. É
palese anche per un'idiota come la sottoscritta! Quindi significa che non ha
seguito affatto la sceneggiatura od ha mantenuto una mente chiusa per tutta la
durata... La risposta è stata data alla fine ed il finale non è affatto aperto anzi ha una serratura chiusa con una chiave spirituale.
Non so se vi è mai
capitata una cosa del genere: quando un avvenimento o un oggetto modifica la vostra
esistenza e da allora saprete che ogni vostra azione verrà diretta da un pensiero
unico, la realizzazione. Sì, perché questo film mi ha fatto capire ciò che
desideravo da me stessa e dal mondo.
Iniziamo però per fasi.
Io sono un’appassionata
di horror fin dalla nascita (ormai in ogni mio video o blog lo dico, sto
diventando troppo ripetitiva!). Per farvi capire: a 4 anni guardavo giocare mio
padre a Resident Evil sulla Sega Saturn.
Eravamo una squadra: lui manovrava il
gioco stando sulla sedia di fronte al televisore, mia sorella con il block
notes in mano appuntava ogni azione intrapresa dal personaggio ed io accanto a
lei seduta sul divanone mi gustavo ogni svolta. Era troppo emozionante! Infatti,
abbiamo proseguito assieme anche con il
secondo capitolo sulla PS1 e in seguito da sola ho concluso il terzo su PC.
Purtroppo non ho potuto armeggiare con le altre PlayStation altrimenti li avrei
posseduti TUTTI!!
Questo era un piccolo
esempio per farvi capire all’incirca le mie origini da fan dell’orrore.
Di nascosto, sempre al
periodo del primo RE, io e mia sorella durante le notti settimanali accendevamo
la tv e ci sintonizzavamo sul canale MusicTelevision, la più conosciuta MTV. Che
io ricordi vedevamo più frequentemente Anime come Ranma, lo show splatter di
plastilina Celebrity Deathmatch e lo scorrettissimo cartone Beavis and Butt-Head.
Potete ben intuire perché facessimo tutto ciò di nascosto! Eravamo piccine (lei
è di quattro anni maggiore però comunque rimanevamo piccole) e mia mamma non
gradiva il fatto che le sue donnine di casa assistessero a determinate scene
violente o diseducative (in effetti non gradiva neppure che giocassimo ad
uccidere gli zombie).
Però mi manca la MTV di
un tempo’, l’MTV che ha cresciuto generazioni; ora è come fosse morta. Ancora ancora quando frequentavo le medie (all'incirca fino al 2008) qualcosina si poteva ancora sgranocchiare di quel
canale. Ad esempio, io rimasi folgorata dall’Anime Nana (di cui devo conoscere
la conclusione e perciò mi “toccherà” comprare i fumetti perché la creatrice se
n’è andata in pensione -.- ) e il cartone animato degli animaletti che morivano
con acrobazie sanguinolente Happy Tree Friends ma prima di tutto ciò la serie
famosissima Buffy – l’ammazzavampiri. Si può dire che al seguito non ci fu più
nulla di interessante. Adesso, non so se sia una fortuna o sfortuna, il
digitale terrestre non prende la ricezione e quindi non esiste a casa mia, però
anche se ci fosse stato non avrei saputo scegliere cosa guardare perché ormai è
divenuto un canale per ragazzini (o meglio ragazzine) non come una volta che l’intrattenimento
era indirizzato agli adulti. So che è un po’ un controsenso perché noi lo
seguivamo da bambine però aveva un’atmosfera più aggressiva e trasgressiva che
attraeva. Era assai più divertente.
Ovviamente durante l’adolescenza,
seguendo le tracce di mia madre (sì, colei che non voleva che guardassimo pelli
squarciate, fantasmi e mostri), rimanevo sveglia anche di notte per vedere quei
film vietati ai minori. Così mi sono appassionata lentamente alla cinematografia
horror.
Ho sempre visionato vari
film, son cresciuta con le videocassette registrate (insegnare ad una fanciulla
a piratare dai cartoni della Disney! E poi si stupiscono di tutti i film che possiedo…
shhhh!). Non eravamo la classica famiglia che se ne andava in giro spesso,
quindi stavamo a casa ad intrattenerci con essi. Certo, non passavamo la nostra
esistenza a poltrire! Per qualche annetto nelle afose estati abbiamo visitato
tutta la Puglia e un po’ di Calabria, inoltre avendo parenti in Sicilia avevamo
la fortuna di essere ospitati là. In aggiunta avendo avuto per quattro anni un
cane, possedendo un cortile ampio riducevamo al minimo le uscite ma cercavamo
lo stesso di portarla a sgranchire le zampe in alcune domeniche. Insomma, non
eravamo tipi da ristorante o centro commerciale ma ci piaceva stare a contatto
con la natura, nelle giornate dell’ozio (quelle giornate in cui non sai cosa
fare perché tutto sembra troppo faticoso) ci spaparanzavamo sui letti o divani
ed ammiravamo la settima arte attraverso lo schermo.
Ciò è accaduto con
tranquillità fino al divorzio dei miei. Non mi addentrerò nell’argomento perché
non è di importanza fondamentale. Al primo capodanno dalla separazione io e mia
mamma avevamo deciso di strafogarci di schifezze salate e dolciastre riesumando
delle perle della storia del cinema horror. Non frequentando più mio padre e il
fatto che mia sorella festeggiasse con gli amici mi ero spinta a rimanere
assieme a mia mamma. Fino ad allora avevo considerato l’espressione “film
horror” come due pure orette di scene insanguinate senza scopo, era un semplice
hobby poco approfondito nella mia vita, persistevo nel stargli dietro solo per
distrarmi. Da quel capodanno la mia concezione cambiò! Decisi che volevo
saperne di più, volevo conoscerne ogni aspetto e sottogenere, volevo capire perché
il terrore mi attraesse in quel modo. Sotto il consiglio di mia madre andammo a
noleggiare in biblioteca alcuni film come The cube, The village, Profondo rosso
e altri film di Argento, forse anche qualche film di Stephen King, Shining e
uno o due film di serie B. Da lì in poi gli appuntamenti con le schifezze e i
film horror si prolungarono fino a stabilire la Domenica dell’orrore. Ogni domenica,
aiutate anche dall’installazione di Internet a casa mia (e già ho avuto la rete
solo in prima superiore!), esorcizzavamo i nostri timori attraverso i
lungometraggi storici che ho imparato a recuperare attraverso metodi poco
legali. Di pirateria parlerò in un altro post credo. Adesso non è il momento adatto.
Nonostante le molteplici
maratone io non sono ancora diventata un’esperta del settore e ne sono felice. Quando
lo diventerò significherà che la mia vita non avrà più un senso per proseguire.
Oltretutto per staccare
dal filone del genere rosso abbiamo iniziato a setacciare altri generi più
leggeri, cominciando dal thriller fino alla commedia. Ora come ora devo
ammettere che alla pari dell’horror potrei accostare quei film complicati per i
quali dopo la visione è necessaria una riflessione e una ricerca (un po’ come
quelli di Lars Von Trier, per citarne uno).
Mi distaccai un po’ da
questa mia passione durante le superiori. Avevo parecchi problemi, ero la
classica adolescente “ribelle” che odiava la scuola e a causa di ciò il mio
rapporto con mia madre si era danneggiato (tranquilli, ora è tutto a posto :P ).
Alle superiori capii che la mia VERA vocazione fosse la scrittura perché attraverso
essa potevo esprimermi al meglio. Cambiai due scuole, senza farmi bocciare, non
sono mai stata stupida semmai testarda e impulsiva a volte.
Trovai la pace in un
altro istituto in cui presi un attestato in terza superiore. Proseguii un po’
condizionata al quarto anno. Un errore fatale che se non avessi commesso non
avrei posseduto ciò che ora so. Dico così perché non l’ho portato a termine, non
era ciò che desideravo dal mio futuro. Proseguiamo.
Ricordo il 2012 come l’anno
della rivelazione. Stavo lavorando nei panni di stagista in un negozietto di
streetwear, i quali proprietari erano due membri di una band newmetal famosa
nella mia città e di cui ero stata fan sfegatata alle medie. Già di per sé potete
capire perché apprezzi così tanto quell’anno! Nonostante non li ascoltassi più
(anche se tutt’ora mi piace risentire qualcosuccia in memoria dei ricordi) era
comunque un avvenimento importante per me, perché li potevo conoscere dal vivo
e farci amicizia. Poi si scoprirà che il cantante del negozio diverrà il mio
insegnante di canto migliorando la mia sicurezza :P
Stavo lavorando nel loro
negozio quando al termine dell’orario, salutando, uscii e mi avviai verso casa.
Immediatamente ricevetti una chiamata da un’amica. Mi conferì che il nostro
gruppo di 4 gatti aveva deciso di andare al cinema a vedere Dark Shadows. Non mi
emozionava particolarmente vederlo tuttavia era stata una bella giornata quindi
accettai. Appena arrivata a casa avvisai mia mamma dell’uscita e che non avrei
di conseguenza cenato. Presto mi passarono a prendere e in super ritardo
giungemmo al multisala. Lì avvenne il colpo di fortuna più grande che potessi
avere nella mia vita. Il film era già iniziato e la cassiera non ci permise di
entrare in sala quindi ci ritrovammo costretti a cambiare la nostra scelta. Non
c’era granchè in lista ma osservando un titolo ricordai un Backstage visto su Coming Soon che mi
aveva messo alquanta curiosità.
Ne informai la mia Compagna di film (un’amica
che conosco dalle medie e che come me è una cinefila accanita) e confermammo
con gli altri. Comprammo i biglietti al prezzo pieno di 8€ per Quella casa nel
bosco. I soldi meglio spesi di tutta l’esistenza.
Già dalla comparsa sullo
schermo gigante del titolo pensai che fosse la solita spiattellata in primo
piano dei mostri per far urlare le ragazzine ignoranti. Fino a metà lunghezza
lo osservai e lo scrutai con occhio selettivo… fino al capovolgimento dei
fatti. Dai clichè banali che hanno costituito il perno dell’officina del
terrore all’innovazione più sensazionale. Non so bene come esprimermi quando parlo
di questo capolavoro perché ogni singolo attimo in cui rimembro le emozioni
avute mi trascina in un vortice di euforia. Ho atteso quel momento per anni, ho
atteso che un nuovo film mi riscaldasse cuore, vene e mi iniettasse un’adrenalina
dimenticata! Dalla metà successiva del film capii che nulla in me sarebbe
stato più lo stesso. Ogni due secondi mi voltavo verso la Compagna di film e le
sussurravo: “è fantastico”, “non ci credo”, “no” :o
Ero incantata da ciò che
vedevo. Ho amato, ammirato, osannato Drew Goddard..
Per la prima volta nella
mia vita mi sentivo esplodere, avrei voluto urlare a tutti la magnificenza di
cui ero venuta a conoscenza. All’uscita delle sale, all’esterno del cinema sia
io che la Compagna di film eravamo rimaste allibite ma ciò non ci privava di
esortare quello cui eravamo state testimoni.
Per la prima volta nella
mia vita non scaricai quel film, attesi il dvd. E possederlo tra le mani l’anno
successivo fu come ricalcare il suolo di quel cinema in quella stessa giornata.
Successivamente acquistai
in lingua originale un libro contenente l’intervista al regista e allo
sceneggiatore, la sceneggiatura, varie curiosità, bozzetti, scene del set e
backstage, intervista al cast, e altro.. Cabin In The Woods - The Official Visual Companion (Titan Books)
Se interessati potete acquistarlo su questo sito molto affidabile
Rimasi colpita quanto i
film e le serie tv che quei due geniacci hanno realizzato potessero
rispecchiare la loro sincera ironia attraverso l’intervista letta. Mi ha
affascinato constatare quanto fossero reali, quanto fossero persone normali,
come me o voi, quanto potessero essere simili a due amici d’infanzia che
scherzando si consultano. Mi sono rispecchiata in loro due attraverso le
risposte scritte.
Drew Goddard è un uomo
che viaggiando, spinto dal suo desiderio di esporsi e inserirsi nel campo della
sua passione, ha potuto conoscere e affiancare Joss Whedon, un fanatico del
terrore. Hanno stretto amicizia ed hanno collaborato parecchio diventando
fratelli. Se siete loro seguaci vi consiglio l’acquisto di questo libro perché vi
farà conoscere e capire l’aspetto interiore di questi due personaggi.
Drew Goddard ha però
ammesso di essere stato pressato dal suo amico a dirigere il film. L’idea di
fare un film assieme era nata da Joss e assieme hanno concretizzato la
sceneggiatura. Nello scrivere le battute si sono piazzati in una casetta
isolata, a due piani. Proprio come la struttura del lungometraggio, Drew è
rimasto sopra a descrivere l’ambiente superiore cioè dei ragazzi, Joss invece
al piano terra ha descritto il sotterraneo laboratorio. Infine si son ritrovati
ed hanno mischiato le carte. La decisione di prendere le redini del gioco è
stata posta su un tavolo, Whedon era già ingarbugliato con altri progetti
quindi ha lasciato che fosse il suo amico a realizzarlo anche se per tutto il
tempo gli è stato affianco.
Questo film rappresenta
un po’ la loro conoscenza, come si sono incontrati e conosciuti, rappresenta la
loro unione fraterna e racchiude un po’ l’essenza dei loro vari lavori
individuali e collettivi. Oltre a varie metafore e rappresentazioni della
storia del cinema horror.
Drew ha ammesso di
essersi divertito parecchio ma di preferire la scrittura e stesura di un film
alla sua realizzazione. Si è messo in gioco e il risultato è stato positivo ma
nonostante ciò non penso che ritroveremo al cinema un nuovo film diretto da
lui.
Grazie a lui ho voluto
cimentarmi nella realizzazione di un cortometraggio per un concorso non andato
a lieto fine (per ovvi motivi). Grazie a lui ho capito che la mia VERA vocazione rimaneva la
scrittura. Mi ha spinta a persistere in un momento in cui stavo perdendo le
speranze.
Ho capito che nelle mie scritture volevo prendere qualcosa di passato, superato o conosciuto e rinnovarlo con una rivoluzione della storia o del personaggio. Volevo reinventare la storia di un mito, volevo, anzi voglio raccogliere le avventure classiche e modificarle dandogli nuova vita. Ho cercato di fare ciò nel romanzo che ho concluso nel 2013.
Bhè, è sicuramente una
perla. Ed è sicuramente una perla che alcuni hanno rifiutato di toccare perché costruita dagli scarti un’ostrica in mezzo a tante superflue cozze.
Vi consiglio di guardarlo, gustarvelo senza aver prima visto o letto recensioni perchè è impossibile descrivere il film e giudicarlo senza mostrare spoiler. Penso che per apprezzarlo non ci sia bisogno di essere degli appassionati del genere (anche se aiuta a riconoscere le citazioni) perchè è talmente movimentato che ruba l'attenzione a priori.
Non ho voluto scrivervi
la trama perché sarebbe stato uno spreco di spazio. Potete trovarla
ovunque. Non ho voluto scrivervi una
recensione perché fin troppa gente l’ha voluto criticare. Ho voluto
trasmettervi un pezzo di me e farvi capire o almeno tentare di farvi capire
cosa rappresenti per me tale film.
Drew Goddard Filmografia:
Ha prodotto Lost, Alias.
Ha diretto Quella Casa nel Bosco.
Ha scritto World War Z, Quella Casa nel Bosco, Lost, Cloverfield, Alias, Angel, Buffy - l'ammazzavampiri, Robopocalypse.
Ha prodotto Agents of S.H.I.E.L.D., Molto Rumore Per Nulla, Quella Casa nel Bosco, Dollhouse, Angel, Firefly, Buffy - l'ammazzavampiri.
Ha diretto Agents of S.H.I.E.L.D., Molto Rumore Per Nulla, The Avengers, scena post credit Thor, Dollhouse, Serenity, Angel, Buffy - l'ammazzavampiri, Firefly.
Ha scritto Agents of S.H.I.E.L.D., Molto Rumore Per Nulla, The Avengers, Quella Casa nel Bosco, Dollhouse, Serenity, Angel, Buffy - l'ammazzavampiri, Toy Story - il mondo dei giocattoli.