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martedì 14 aprile 2015

#Racconto ~ Prospettive Differenti PAG.3

Ecco il mio primo racconto ad "episodi" pubblicato sul canale. 
Ho appena condiviso su Youtube la terza pagina di questa storia. Ho tardato a registrare a causa del mal di gola.. che sta tornando...
Sotto vi ho scritto il testo.
Spero vi piaccia! 

Un bacione dalla vostra pseudoscrittrice




Prospettive Differenti

PAG.3


Lui che fino a quel momento era rimasto di fronte a noi giovani ed a fianco alla donna matura, si girò per orientare l’interesse. Cominciò a parlare, stava spiegando ma non capivamo.  Lo fermai, educatamente, sperando che non si arrabbiasse. Afferrai alcuni fogli e una penna. Tentai di farmi comprendere facendo degli schizzi, pronunciando qualche parola chiave e con molti cenni.
Era decisamente comprensivo. Si mise accanto a me attendendo un resoconto e muovendo la testa se capiva. Fortunatamente il consenso e la negazione del capo erano universali.
Poggiata sul tavolo, mi espressi daccapo: disegnai degli omini che rappresentavano i presenti. Raggruppai a destra me, mia mamma e mia sorella e a sinistra lui; disegnai una casa che ci racchiudesse tutti e con entrambe le braccia allargate in alto gliela mostrai; disegnai anche gli esseri che stavano fuori in cortile. Dunque provai a domandargli il perché fossero qua. Lui volle la penna. L’adagiai con un certo (quasi immotivato) timore sul suo palmo.
Sopra i nostri ritratti c’erano i nostri nomi. Mise il suo con un alfabeto alieno. Era parecchio inutile essendo loro muti dato che non associavano suoni alle lettere. Utile, davvero.
“Almeno sanno scrivere” pensai.
Disegnò un cerchio al cui interno scrisse altri geroglifici senza senso. Intuii che fosse il loro pianeta nel momento in cui sotto la casa che avevo realizzato comparve un semicerchio che la sosteneva. Scrisse la loro interpretazione di Terra ed io gliela tradussi in italiano. Mi ascoltava attentamente quando parlavo.
Credetti che si trattasse di un comandante, di qualcuno che dirigeva gli altri sconosciuti. Era entrato per primo e da solo. Non poteva essere uno qualunque. Ciò nonostante era troppo affascinato da quello che gli stavo comunicando per essere un superiore. Avrebbe potuto tenere i rapporti, essere un messaggero o qualcosa del genere. Un tramite. Comunque poco valido perché non conosceva la mia lingua.
Un brivido crebbe in me e ghiacciai quando dal disegno cancellò il nome Terra per sostituirlo con quello del suo pianeta e viceversa con le scritte nel cerchio all’angolo del foglio.
Si accorse della reazione che ebbi e parlò. Lo fissai vaga. Non lo capivo e dunque perché si ostinava a parlare in quella lingua sconosciuta?!!

“Ci vogliono portare sul loro pianeta” dissi a mia sorella ignorando l’essere. Colui che parve offendersi dal nuovo atteggiamento. Ella mi chiese il motivo ed io scossi la testa. Non lo sapevo.

CONTINUA...

martedì 7 aprile 2015

Racconto Collettivo ▪ Insonnia (prima parte)

Sono molto emozionata! Questa è la mia primissima collaborazione..
Si tratta della prima parte di un racconto in collaborazione con altri due youtuber: Grizzly e Girovy.


Per conoscere la seconda parte:


Per leggere il racconto completo CLICCA QUI.

❀ PRIMO CANALE ❀

❀ SECONDO CANALE ❀

❀ CONTATTI ❀






Un bacione
dalla vostra pseudoscrittrice 

martedì 10 marzo 2015

#Racconto ~ Prospettive Differenti PAG.2

Ecco il mio primo racconto ad "episodi" pubblicato sul canale. 
Ho appena condiviso su Youtube la seconda pagina di questa storia che ho notato entusiasmarvi.
Sotto vi ho scritto il testo.
Spero vi piaccia! 

Un bacione dalla vostra pseudoscrittrice



Prospettive Differenti

PAG.2


Incrociai prima lo sguardo con mia mamma che era davanti alla finestra e poi, alle sue spalle, con quegli esseri che sorridendo si comportavano come se si trattasse di una normale giornata di lavoro. Fu questa la mia impressione.
Eravamo paralizzate. Era inutile evadere. Ormai sapevano di noi; può darsi che l’avessero saputo fin dall’inizio.
Nel frattempo uno di loro era entrato, ci aveva raggiunte. Solo uno. Gli altri stavano continuando a chiacchierare all’esterno. Ci osservò. Io tornai in sala, mi misi di fronte a lui. Lo osservammo: sembrava simile a noi, tranne per l’altezza. Però era un fattore comune negli uomini di colore. Sembrava un militare: era rasato e prestante con una postura rigida tuttavia un’ambigua espressione rassicurante. Possedeva una divisa, non era mimetica, era blu scuro. Era una tuta intera con degli stemmi uguali su entrambe le braccia. Non li riconobbi. D’altronde la mia conoscenza tecnica delle autorità giudiziarie era pari a zero.
Guardai mia sorella e capii che le mie perplessità erano le medesime sue.
Parlò, parlò sussurrando una lingua straniera. Poteva essere latino eppure non mi convinceva. La mia attenzione ricadde sull’auricolare che aveva nell’orecchio destro. Era davvero un auricolare?
“Non capiamo” dissi. Lui ripeté. Guardai nuovamente mia sorella. Lei aveva studiato più di me.
“È un misto. C’è qualcosa che ricorda il latino ma anche altro… non saprei…” rifletté un paio di secondi “credo voglia sapere come ci chiamiamo”.
Era calmo. Ciò mi tranquillizzava. Avevo abbassato lo sguardo per osservare mia mamma che taciturna chiudeva i gatti nella portantina. Molto lentamente.
Lui provò ad utilizzare i gesti. Lì, capimmo che non era affatto come noi. Non era terrestre. Era evidente che non era loro usanza utilizzare la voce per farsi comprendere perché usando solo il labiale aveva una maggiore dimestichezza nel trasmettere il messaggio. L’auricolare probabilmente serviva a sentire la propria voce: erano sordi? Ecco perché prima stava sussurrando! Faceva fatica ad emettere l’accento. Prima non avevo ben valutato il fatto per la tensione che avevo in corpo.
Quindi emessi una naturale risatina nevrotica. Le pupille dopo una fugace occhiata a mia sorella si appiccicarono su di lui.
“Io Altea” pronunciai indicandomi.
“Lei Zoe” puntai il dito sulla ragazza che mi stava accanto.
“Tu?” Il mio braccio non si estese molto; per precauzione ero rimasta a distanza.

“Cosa volete da noi?” Urlò sbigottita mia mamma interrompendo il dialogo.

CONTINUA...

domenica 15 febbraio 2015

#Racconto ~ Prospettive Differenti PAG.1

Ecco il mio primo racconto ad "episodi" pubblicato sul canale. Nel video trovate alcuni dettagli sull'origine del testo e la narrazione della prima parte della storia. Sotto invece vi ho scritto il testo.
Spero vi piaccia! 

Un bacione dalla vostra pseudoscrittrice



Prospettive Differenti

PAG.1


Era un giorno qualunque. Un pomeriggio appena aperto. Un inattivo mercoledì di inizio anno. Quando udii dei rumori molesti, strani. Un vociferare anomalo che dal cancello si propagava verso il centro del cortile.
Improvvisamente, vedendo l’ansia negli occhi di mia madre, l’istinto mi disse di radunare tutti in bagno. Presi quindi mia mamma e mia sorella e ci chiudemmo a chiave. Attendemmo. Suoni di passi, forse di stivali tozzi, irruppero in casa. La porta era rimasta aperta, non avevamo nemmeno pensato di sigillarla. Se erano entrati con tanta facilità nella corte, nulla li avrebbe fermati dall’abbattere una vecchia cigolante porta in legno. Erano numerosi. Non sapevo chi fossero. Mia mamma li aveva intravisti ma al momento non le chiesi nulla. Eravamo in guardia. Scrutavo dalla serratura mentre in silenzio la famiglia ascoltava ed aspettava. Purtroppo lo spioncino era troppo piccolo per riconoscerli e nemmeno la prospettiva era d’aiuto. Allora mi spostai e tornai eretta. Stavano setacciando casa.
Ma da dove erano arrivati? Non mi porsi la domanda “cosa volessero” perché era palese. Volevano noi, volevano ognuno di noi. Erano entrati in ogni appartamento e li avevano condotti all’esterno per poi portarli in chissà quale luogo. Provammo a non fiatare finché non se ne furono andati. Successivamente, sempre chiusi nella stanza, riflettemmo sul da farsi. Dovevamo scappare da lì: eravamo in trappola.
Inoltre per quale motivo non avevano forzato la porta? Non avevano nemmeno tentato di entrare. Non aveva molto senso controllare tutte le mura tranne queste. Non ci dovevo pensare! Dovevamo agire e subito. Forse qualche vicino si era salvato come noi.  Avremmo potuto varcare il cortile per raggiungerlo e… In seguito fare cosa? Non ci pensammo. Bisognava muoversi. Senza farsi vedere né sentire.
Esplorai, aprendo leggermente la porta. Non c’era nessuno perciò uscimmo in salotto. Avevamo concordato di recuperare le cose più importanti. Poche cose che sarebbero rientrate negli zaini. Prima di tutto i gatti!
“Saranno scappati quando hanno aperto la porta” disse mia madre. Per nostro grande sollievo li trovammo proprio sotto i nostri occhi. Erano sul divano accucciati tra due cuscini e dormivano tranquilli. Dunque mia mamma corse immediatamente a recuperare la portantina. Mentre io, rimasta ad accarezzare i miei due micetti, pensavo a quanto fosse estremamente curioso che i sottoscritti non si fossero alterati dalla presenza di estranei. Nemmeno la femmina che scappava ogni qualvolta vedeva un piede che non appartenesse alla famiglia. Lasciai perdere i dubbi e andai a riempire lo zaino di materiali di prima necessità.
In cameretta mi accorsi che le figure che avevano invaso la nostra monotonia erano ancora presenti. Mediante la finestra del salone che era proprio parallela alla porta sotto la quale stavo, li vidi in cortile. Le tapparelle erano rimaste alzate. Preoccupate ci eravamo dimenticate di abbassarle. Muta mi giustificai con me stessa dicendo che sia lo strepito che la tapparella bassa li avrebbe attirati. Non ci eravamo accorte che erano rimasti fuori. Possibile?

CONTINUA...

venerdì 4 aprile 2014

Parliamo di... The Vampire Diaries / Il Diario Del Vampiro

Devo dire che prima di realizzare questo post mi sono fatta un paio di domande:
Perchè scrivere di qualcosa che profondamente non sopporto? Cosa potrei mai dire che non è già stato detto?
Poi riflettendoci mi son ripetuta fra me e me che la scrittura in ogni ambito non deve avere obbligatoriamente una motivazione per essere attuata, deve solo essere scritta.
Perciò con questa perla di saggezza affatto saggia io mi propino di pigiar tasti sulla tastiera.


Fin da piccola ho amato alla follia i vampiri: seducenti, ammalianti, estremamente crudeli e superficiali, privi di obiezioni e perciò vivi per se stessi!  No, in realtà li ho amati a causa di Spike. Quel biondino platinato  ironico che perseguitava come uno stolker Buffy - L'ammazzavampiri. E tutt'ora con la brizzolatura e le rughe fa sognare le fanatiche della serie come lo son stata io. Dopo di lui ho amato il fascino dell'imponenza di Dracula in qualche film di cui ora non ricordo il titolo (ce ne sono stati così tanti che mi giustificherete, prometto di farmi una maratona e ricordare sia il nome dell'attore che il titolo del film). In seguito giunse Nosferatu: l'orrendo mostro, demone, non morto che pretendeva la vita di chiunque incrociasse o non incrociasse il suo castello. Il Nosferatu - il vampiro, non citato, originale nel suo silenzio di lungometraggio muto di Friedrich Willhelm Murnau e il Nosferatu - principe della notte di Werner Herzog nella sua versione in bianco e nero o colorata narrata.













E poi giunse Il diario del vampiro inutilmente trasformato al plurale nella serie televisiva (o meglio tradotto nel libro italiano al singolare e riportato nella lingua e trascrizione originale inglese nella serie).
Ora, voi mi chiederete il motivo per il mio volermi ferire volontariamente. Eh, mi piacerebbe rispondervi intelligentemente ma in questo istante mi sento un'idiota pura. Dovete solo sapere che a me piace far oltrepassare le mode e poi gustarmele. Belle o brutte che siano. Giusto per assaporarle e giudicarle.

L'anno scorso è uscita una collana di libri della Newton Compton Editore a 99 cent detta LIVE. Ho assolutamente preteso di possedere tutti i libri ignorando il loro contenuto. Lessi per primo il capolavoro Shakespeariano Amleto di cui mi innamorai pazzamente nonostante conoscessi già la trama. Non ci posso fare niente, se fossi nata nella sua epoca io e quel bel frontone calvo di nome William saremmo stati amanti!

Seguitai con Il sogno e la sua interpretazione di Freud (mi ha sempre ipnotizzata la psicologia anche se ammetto essere un pochino, leggermente, malato lo scrittore in questione per ovvi motivi sessuali). E successivamente per curiosità (sia tu dannata!) visto che stavo già guardando la serie di The vampire diaries ho pensato essere opportuno conoscerne la scrittura originale.
Perchè?!


Rimasi delusa ovviamente. La scrittura appariva simile a quella di una bimba delle elementari ed addirittura peggiore della mia al primissimo romanzo incompleto (che voi non leggerete mai.. muahahaha!).

Capisco e comprendo che l'indirizzo della storia sia propinato ad adolescenti con ormoni a mille e priorità stupide però non giustifica la cattiva mano della scrittrice. Soprattutto se codesto libro ha venduto milioni di copie! Esiste ancora gente che critica Twilight, la sua stesura in quanto regole stilistiche e contenuto effettivo, non comprendendo invece che si tratta di un ottimo prodotto di intrattenimento rosa all'opposto di questo. 
Non per fare la pignola ma avrò letto la congiunzione MA una decina di volte consecutive. Forse è colpa della traduzione, io non lo so. MA dove sono andati a finire i PERÓ, BENSÍ, EPPURE, e il resto???

Vi ho detto che quando lessi il libro ero a conoscenza della storia descritta dalla serie televisiva. Certo, nella prima stagione può essere piacevolmente seguita nonostante l'infantile trama. Però a stagioni avanzate come la terza o la quarta la pesantezza suprema della storia che si ripete fa calare sullo spettatore un velo di agonia. Per non parlare della quinta stagione dove pur di intrattenere spuntano tremila rivali e problemi in un'unica puntata. Ed in quel momento vien da dire "Ti prego, Dea Terra e Dio Oritteropo Maligno, farò qualunque cosa purchè questa serie finisca all'istante per mancanza di fondi!". Purtroppo essendo troppo impegnati vieni ignorato ampiamente.

Mi chiederete dunque: Perchè continui a guardartela se ti fa così tanto ribrezzo?
Quando iniziai a guardarla fu con mia mamma, al posto dei film singoli. Avevamo preso questo appuntamento nel quale nelle prime stagioni si era unita anche mia sorella. Era un momento per distrarsi tutte assieme e sentire il calore della famiglia. Mia sorella venne coinvolta con maggiore intensità e seguì le successive stagioni in streaming da sola. Mia mamma invece rimase appassionata per un paio di serie in più di me (io ressi solo la prima) ed essendo uguali, io e lei, siamo costrette a vederne la conclusione.

In realtà io non sono propriamente la tipica persona che se comincia qualcosa deve assolutamente vederne il finale. Ciò accade solo se un minimo l'attività mi ha coinvolto. Quindi fosse stato per me avrei abbandonato subito gli episodi. Tuttavia trattandosi di un ritrovo con mia madre continuo tutt'ora a farmelo andare bene.




Il mio preferito -------------------------------->


      che è durato troppo poco 







PS: Voglio farle vedere tutte le stagioni di The Walking Dead mentre attendo la quarta. Quello, sì, che è un piacevole prodotto nonostante la banalità degli accaduti. Ha un tempo di narrazione che mi piace parecchio!



Perciò riassumendo in poche frasi il mio giudizio:

IL DIARIO DEL VAMPIRO
Un libricino che si legge in meno di un giorno, scritto male ma che non ruba troppo tempo. Da leggere senza pretendere troppo e se si vuole avere un confronto con la serie televisiva.



THE VAMPIRE DIARIES
Nettamente differente dalla storia originale del libro (per fortuna). Un prodotto medio/basso, utile per rifarsi gli occhi sia maschili che femminili. Affatto coinvolgente.


Ricordate che non è un'opinione professionale quella che vi è stata appena esposta. É un semplice parere di un'appassionata di cinema e scrittura non troppo esperta. Sono l'abitante del pubblico.


Un bacione da LaRaccontastorie

martedì 21 gennaio 2014

Un po’ della mia storia: l’horror che ha rivoluzionato la mia vita

Non so se vi è mai capitata una cosa del genere: quando un avvenimento o un oggetto modifica la vostra esistenza e da allora saprete che ogni vostra azione verrà diretta da un pensiero unico, la realizzazione. Sì, perché questo film mi ha fatto capire ciò che desideravo da me stessa e dal mondo.




Iniziamo però per fasi.
Io sono un’appassionata di horror fin dalla nascita (ormai in ogni mio video o blog lo dico, sto diventando troppo ripetitiva!). Per farvi capire: a 4 anni guardavo giocare mio padre a Resident Evil sulla Sega Saturn.
Eravamo una squadra: lui manovrava il gioco stando sulla sedia di fronte al televisore, mia sorella con il block notes in mano appuntava ogni azione intrapresa dal personaggio ed io accanto a lei seduta sul divanone mi gustavo ogni svolta. Era troppo emozionante! Infatti,  abbiamo proseguito assieme anche con il secondo capitolo sulla PS1 e in seguito da sola ho concluso il terzo su PC. Purtroppo non ho potuto armeggiare con le altre PlayStation altrimenti li avrei posseduti TUTTI!!


Questo era un piccolo esempio per farvi capire all’incirca le mie origini da fan dell’orrore.



Di nascosto, sempre al periodo del primo RE, io e mia sorella durante le notti settimanali accendevamo la tv e ci sintonizzavamo sul canale MusicTelevision, la più conosciuta MTV. Che io ricordi vedevamo più frequentemente Anime come Ranma, lo show splatter di plastilina Celebrity Deathmatch e lo scorrettissimo cartone Beavis and Butt-Head. Potete ben intuire perché facessimo tutto ciò di nascosto! Eravamo piccine (lei è di quattro anni maggiore però comunque rimanevamo piccole) e mia mamma non gradiva il fatto che le sue donnine di casa assistessero a determinate scene violente o diseducative (in effetti non gradiva neppure che giocassimo ad uccidere gli zombie).





Però mi manca la MTV di un tempo’, l’MTV che ha cresciuto generazioni; ora è come fosse morta. Ancora ancora quando frequentavo le medie (all'incirca fino al 2008) qualcosina si poteva ancora sgranocchiare di quel canale. Ad esempio, io rimasi folgorata dall’Anime Nana (di cui devo conoscere la conclusione e perciò mi “toccherà” comprare i fumetti perché la creatrice se n’è andata in pensione -.- ) e il cartone animato degli animaletti che morivano con acrobazie sanguinolente Happy Tree Friends ma prima di tutto ciò la serie famosissima Buffy – l’ammazzavampiri. Si può dire che al seguito non ci fu più nulla di interessante. Adesso, non so se sia una fortuna o sfortuna, il digitale terrestre non prende la ricezione e quindi non esiste a casa mia, però anche se ci fosse stato non avrei saputo scegliere cosa guardare perché ormai è divenuto un canale per ragazzini (o meglio ragazzine) non come una volta che l’intrattenimento era indirizzato agli adulti. So che è un po’ un controsenso perché noi lo seguivamo da bambine però aveva un’atmosfera più aggressiva e trasgressiva che attraeva. Era assai più divertente.



Ovviamente durante l’adolescenza, seguendo le tracce di mia madre (sì, colei che non voleva che guardassimo pelli squarciate, fantasmi e mostri), rimanevo sveglia anche di notte per vedere quei film vietati ai minori. Così mi sono appassionata lentamente alla cinematografia horror.
Ho sempre visionato vari film, son cresciuta con le videocassette registrate (insegnare ad una fanciulla a piratare dai cartoni della Disney! E poi si stupiscono di tutti i film che possiedo… shhhh!). Non eravamo la classica famiglia che se ne andava in giro spesso, quindi stavamo a casa ad intrattenerci con essi. Certo, non passavamo la nostra esistenza a poltrire! Per qualche annetto nelle afose estati abbiamo visitato tutta la Puglia e un po’ di Calabria, inoltre avendo parenti in Sicilia avevamo la fortuna di essere ospitati là. In aggiunta avendo avuto per quattro anni un cane, possedendo un cortile ampio riducevamo al minimo le uscite ma cercavamo lo stesso di portarla a sgranchire le zampe in alcune domeniche. Insomma, non eravamo tipi da ristorante o centro commerciale ma ci piaceva stare a contatto con la natura, nelle giornate dell’ozio (quelle giornate in cui non sai cosa fare perché tutto sembra troppo faticoso) ci spaparanzavamo sui letti o divani ed ammiravamo la settima arte attraverso lo schermo.
Ciò è accaduto con tranquillità fino al divorzio dei miei. Non mi addentrerò nell’argomento perché non è di importanza fondamentale. Al primo capodanno dalla separazione io e mia mamma avevamo deciso di strafogarci di schifezze salate e dolciastre riesumando delle perle della storia del cinema horror. Non frequentando più mio padre e il fatto che mia sorella festeggiasse con gli amici mi ero spinta a rimanere assieme a mia mamma. Fino ad allora avevo considerato l’espressione “film horror” come due pure orette di scene insanguinate senza scopo, era un semplice hobby poco approfondito nella mia vita, persistevo nel stargli dietro solo per distrarmi. Da quel capodanno la mia concezione cambiò! Decisi che volevo saperne di più, volevo conoscerne ogni aspetto e sottogenere, volevo capire perché il terrore mi attraesse in quel modo. Sotto il consiglio di mia madre andammo a noleggiare in biblioteca alcuni film come The cube, The village, Profondo rosso e altri film di Argento, forse anche qualche film di Stephen King, Shining e uno o due film di serie B. Da lì in poi gli appuntamenti con le schifezze e i film horror si prolungarono fino a stabilire la Domenica dell’orrore. Ogni domenica, aiutate anche dall’installazione di Internet a casa mia (e già ho avuto la rete solo in prima superiore!), esorcizzavamo i nostri timori attraverso i lungometraggi storici che ho imparato a recuperare attraverso metodi poco legali. Di pirateria parlerò in un altro post credo. Adesso non è il  momento adatto.


Nonostante le molteplici maratone io non sono ancora diventata un’esperta del settore e ne sono felice. Quando lo diventerò significherà che la mia vita non avrà più un senso per proseguire.

Oltretutto per staccare dal filone del genere rosso abbiamo iniziato a setacciare altri generi più leggeri, cominciando dal thriller fino alla commedia. Ora come ora devo ammettere che alla pari dell’horror potrei accostare quei film complicati per i quali dopo la visione è necessaria una riflessione e una ricerca (un po’ come quelli di Lars Von Trier, per citarne uno).

Mi distaccai un po’ da questa mia passione durante le superiori. Avevo parecchi problemi, ero la classica adolescente “ribelle” che odiava la scuola e a causa di ciò il mio rapporto con mia madre si era danneggiato (tranquilli, ora è tutto a posto :P ). Alle superiori capii che la mia VERA vocazione fosse la scrittura perché attraverso essa potevo esprimermi al meglio. Cambiai due scuole, senza farmi bocciare, non sono mai stata stupida semmai testarda e impulsiva a volte.
Trovai la pace in un altro istituto in cui presi un attestato in terza superiore. Proseguii un po’ condizionata al quarto anno. Un errore fatale che se non avessi commesso non avrei posseduto ciò che ora so. Dico così perché non l’ho portato a termine, non era ciò che desideravo dal mio futuro. Proseguiamo.

Ricordo il 2012 come l’anno della rivelazione. Stavo lavorando nei panni di stagista in un negozietto di streetwear, i quali proprietari erano due membri di una band newmetal famosa nella mia città e di cui ero stata fan sfegatata alle medie. Già di per sé potete capire perché apprezzi così tanto quell’anno! Nonostante non li ascoltassi più (anche se tutt’ora mi piace risentire qualcosuccia in memoria dei ricordi) era comunque un avvenimento importante per me, perché li potevo conoscere dal vivo e farci amicizia. Poi si scoprirà che il cantante del negozio diverrà il mio insegnante di canto migliorando la mia sicurezza :P


Stavo lavorando nel loro negozio quando al termine dell’orario, salutando, uscii e mi avviai verso casa. Immediatamente ricevetti una chiamata da un’amica. Mi conferì che il nostro gruppo di 4 gatti aveva deciso di andare al cinema a vedere Dark Shadows. Non mi emozionava particolarmente vederlo tuttavia era stata una bella giornata quindi accettai. Appena arrivata a casa avvisai mia mamma dell’uscita e che non avrei di conseguenza cenato. Presto mi passarono a prendere e in super ritardo giungemmo al multisala. Lì avvenne il colpo di fortuna più grande che potessi avere nella mia vita. Il film era già iniziato e la cassiera non ci permise di entrare in sala quindi ci ritrovammo costretti a cambiare la nostra scelta. Non c’era granchè in lista ma osservando un titolo ricordai un Backstage visto su Coming Soon che mi aveva messo alquanta curiosità.


Ne informai la mia Compagna di film (un’amica che conosco dalle medie e che come me è una cinefila accanita) e confermammo con gli altri. Comprammo i biglietti al prezzo pieno di 8€ per Quella casa nel bosco. I soldi meglio spesi di tutta l’esistenza.


Già dalla comparsa sullo schermo gigante del titolo pensai che fosse la solita spiattellata in primo piano dei mostri per far urlare le ragazzine ignoranti. Fino a metà lunghezza lo osservai e lo scrutai con occhio selettivo… fino al capovolgimento dei fatti. Dai clichè banali che hanno costituito il perno dell’officina del terrore all’innovazione più sensazionale. Non so bene come esprimermi quando parlo di questo capolavoro perché ogni singolo attimo in cui rimembro le emozioni avute mi trascina in un vortice di euforia. Ho atteso quel momento per anni, ho atteso che un nuovo film mi riscaldasse cuore, vene e mi iniettasse un’adrenalina dimenticata! Dalla metà successiva del film capii che nulla in me sarebbe stato più lo stesso. Ogni due secondi mi voltavo verso la Compagna di film e le sussurravo: “è fantastico”, “non ci credo”, “no” :o

Ero incantata da ciò che vedevo. Ho amato, ammirato, osannato Drew Goddard..
Per la prima volta nella mia vita mi sentivo esplodere, avrei voluto urlare a tutti la magnificenza di cui ero venuta a conoscenza. All’uscita delle sale, all’esterno del cinema sia io che la Compagna di film eravamo rimaste allibite ma ciò non ci privava di esortare quello cui eravamo state testimoni.
Per la prima volta nella mia vita non scaricai quel film, attesi il dvd. E possederlo tra le mani l’anno successivo fu come ricalcare il suolo di quel cinema in quella stessa giornata.

Successivamente acquistai in lingua originale un libro contenente l’intervista al regista e allo sceneggiatore, la sceneggiatura, varie curiosità, bozzetti, scene del set e backstage, intervista al cast, e altro.. Cabin In The Woods - The Official Visual Companion (Titan Books)






















Se interessati potete acquistarlo su questo sito molto affidabile

Rimasi colpita quanto i film e le serie tv che quei due geniacci hanno realizzato potessero rispecchiare la loro sincera ironia attraverso l’intervista letta. Mi ha affascinato constatare quanto fossero reali, quanto fossero persone normali, come me o voi, quanto potessero essere simili a due amici d’infanzia che scherzando si consultano. Mi sono rispecchiata in loro due attraverso le risposte scritte.
Drew Goddard è un uomo che viaggiando, spinto dal suo desiderio di esporsi e inserirsi nel campo della sua passione, ha potuto conoscere e affiancare Joss Whedon, un fanatico del terrore. Hanno stretto amicizia ed hanno collaborato parecchio diventando fratelli. Se siete loro seguaci vi consiglio l’acquisto di questo libro perché vi farà conoscere e capire l’aspetto interiore di questi due personaggi.
Drew Goddard ha però ammesso di essere stato pressato dal suo amico a dirigere il film. L’idea di fare un film assieme era nata da Joss e assieme hanno concretizzato la sceneggiatura. Nello scrivere le battute si sono piazzati in una casetta isolata, a due piani. Proprio come la struttura del lungometraggio, Drew è rimasto sopra a descrivere l’ambiente superiore cioè dei ragazzi, Joss invece al piano terra ha descritto il sotterraneo laboratorio. Infine si son ritrovati ed hanno mischiato le carte. La decisione di prendere le redini del gioco è stata posta su un tavolo, Whedon era già ingarbugliato con altri progetti quindi ha lasciato che fosse il suo amico a realizzarlo anche se per tutto il tempo gli è stato affianco.
Questo film rappresenta un po’ la loro conoscenza, come si sono incontrati e conosciuti, rappresenta la loro unione fraterna e racchiude un po’ l’essenza dei loro vari lavori individuali e collettivi. Oltre a varie metafore e rappresentazioni della storia del cinema horror.
Drew ha ammesso di essersi divertito parecchio ma di preferire la scrittura e stesura di un film alla sua realizzazione. Si è messo in gioco e il risultato è stato positivo ma nonostante ciò non penso che ritroveremo al cinema un nuovo film diretto da lui.

Grazie a lui ho voluto cimentarmi nella realizzazione di un cortometraggio per un concorso non andato a lieto fine (per ovvi motivi). Grazie a lui ho capito che la mia VERA vocazione rimaneva la scrittura. Mi ha spinta a persistere in un momento in cui stavo perdendo le speranze.
Ho capito che nelle mie scritture volevo prendere qualcosa di passato, superato o conosciuto e rinnovarlo con una rivoluzione della storia o del personaggio. Volevo reinventare la storia di un mito, volevo, anzi voglio raccogliere le avventure classiche e modificarle dandogli nuova vita. Ho cercato di fare ciò nel romanzo che ho concluso nel 2013.


Bhè, è sicuramente una perla. Ed è sicuramente una perla che alcuni hanno rifiutato di toccare perché costruita dagli scarti un’ostrica in mezzo a tante superflue cozze.
Vi consiglio di guardarlo, gustarvelo senza aver prima visto o letto recensioni perchè è impossibile descrivere il film e giudicarlo senza mostrare spoiler. Penso che per apprezzarlo non ci sia bisogno di essere degli appassionati del genere (anche se aiuta a riconoscere le citazioni) perchè è talmente movimentato che ruba l'attenzione a priori.
Non ho voluto scrivervi la trama perché sarebbe stato uno spreco di spazio. Potete trovarla ovunque.  Non ho voluto scrivervi una recensione perché fin troppa gente l’ha voluto criticare. Ho voluto trasmettervi un pezzo di me e farvi capire o almeno tentare di farvi capire cosa rappresenti per me tale film.




Drew Goddard Filmografia:
Ha prodotto Lost, Alias.
Ha diretto Quella Casa nel Bosco.
Ha scritto World War Z, Quella Casa nel Bosco, Lost, Cloverfield, Alias, Angel, Buffy - l'ammazzavampiri, Robopocalypse.



Joss Whedon Filmografia:
Ha prodotto Agents of S.H.I.E.L.D., Molto Rumore Per Nulla, Quella Casa nel Bosco, Dollhouse, Angel, Firefly, Buffy - l'ammazzavampiri.
Ha diretto Agents of S.H.I.E.L.D., Molto Rumore Per Nulla, The Avengers, scena post credit Thor, Dollhouse, Serenity, Angel, Buffy - l'ammazzavampiri, Firefly.
Ha scritto Agents of S.H.I.E.L.D., Molto Rumore Per Nulla, The Avengers, Quella Casa nel Bosco, Dollhouse, Serenity, Angel, Buffy - l'ammazzavampiri, Toy Story - il mondo dei giocattoli.


Vi lascio il link al gruppo di Facebook sul cinema di cui sono amministratrice dove ogni tanto commento qualche film:
Il Cinema Nelle Vene


Un bacione da LaRaccontastorie